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22 apr 2022

Cittadinanza a Mussolini, il consiglio la revoca

Tolta l’onorificenza dopo il voto favorevole alla delibera proposta dal sindaco

Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Modena. A differenza di quanto accaduto a Carpi una decina di giorni fa, la delibera proposta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli nel parlamentino di piazza Grande è stata approvata, ieri pomeriggio. Voto a favore di Pd, Sinistra per Modena, Europa verde-Verdi, Movimento 5 stelle. Lega Modena si è astenuta; Forza Italia non ha partecipato al voto; i consiglieri Rossini e Baldini di Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia sono usciti dall’aula dopo averlo annunciato; anche Beatrice De Maio di Modena sociale e Luigia Santoro (Lega Modena) sono risultate assenti al momento del voto. Assente anche la consigliera di Modena civica Katia Parisi che, come annunciato dal sindaco, sta partecipando a una missione umanitaria. A Carpi, lo ricordiamo, i sedici voti favorevoli arrivati alla presentazione di una identica delibera non erano stati sufficienti e ne sarebbe servito un altro per togliere il riconoscimento al dittatore. In quel caso i consiglieri di Lega, Fratelli d’Italia, Movimento Cinque Stelle e Carpi Futura avevano abbandonato l’aula parlando di un atto "fuori tempo utile" e "strumentale nei giorni della Festa per la Liberazione". Muzzarelli ieri si è espresso così prima del voto della delibera e della revoca: "Lo facciamo oggi, in vista delle celebrazioni istituzionali per la Festa della Liberazione non certo per riscrivere la storia ma, come abbiamo evidenziato in delibera, per guardare al presente e al futuro, per respingere i fascismi contemporanei, per promuovere una cultura di pace".

La cittadinanza onoraria che Modena conferì a Benito Mussolini il 21 maggio 1924 "fu un atto politico, funzionale a creare una narrazione di parte. Con questa onorificenza, infatti, si intendeva creare un filo di continuità tra il sacrificio della Prima guerra mondiale, la violenza squadrista e la conquista del potere attraverso la marcia su Roma". Così lo storico Fabio Montella ha spiegato nel corso del consiglio comunale di ieri la ’genesi’ della cittadinanza onoraria. La nostra città, ha proseguito Montella, conferì la cittadinanza a Mussolini come moltissimi altri Comuni italiani, tra i quali Firenze, Napoli e Roma. Il fascismo, ha spiegato lo storico, aveva appena trionfato alle elezioni politiche del 6 aprile 1924 e, proprio a seguito dell’enorme clamore suscitato da quella vittoria e dal conferimento in Campidoglio della cittadinanza romana a Mussolini, era maturata l’idea di estendere il provvedimento a tutti i Comuni italiani.

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