Da quando hanno riaperto devono convivere con i cantieri stradali e per i commercianti del centro storico di Castelfranco la misura è colma. Da lunedì scorso un tratto di via Emilia è chiuso al traffico per lavori di installazione dei dissuasori elettronici che verranno alzati in occasione di manifestazione e mercati: l’ultimo intervento di un corposo piano di riqualificazione del centro storico iniziato prima del coronavirus, interrotto durante il lockdown e ora...

Da quando hanno riaperto devono convivere con i cantieri stradali e per i commercianti del centro storico di Castelfranco la misura è colma. Da lunedì scorso un tratto di via Emilia è chiuso al traffico per lavori di installazione dei dissuasori elettronici che verranno alzati in occasione di manifestazione e mercati: l’ultimo intervento di un corposo piano di riqualificazione del centro storico iniziato prima del coronavirus, interrotto durante il lockdown e ora ripartito. In un periodo storico ‘ordinario’ probabilmente nessuno avrebbe polemizzato ma le condizioni sono decisamente straordinarie: i commercianti sono rimasti chiusi due mesi e mezzo e quando hanno finalmente potuto riaprire i battenti sono contemporaneamente ripartiti i lavori. Per effettuare l’ultima parte (i dissuasori) il Comune ha dovuto chiudere completamente il tratto di Corso Martiri (proseguo di via Emilia) in direzione Modena all’altezza di via Trabucchi, i commercianti ‘imprigionati’ nelle transenne sono infuriati. "E’ una situazione insostenibile – tuona Antonella Franchini titolare del negozio di abbigliamento per signora Boutique Dolly – da quando abbiamo riaperto dopo il lockdown è un cantiere continuo, il Comune avrebbe potuto fare questi lavori in un altro momento. Ora con la strada completamente chiusa le nostre clienti, soprattutto signore e alcune fanno fatica a camminare, non riescono a venire, non sanno dove parcheggiare. Se continua così rischiamo di chiudere". Dello stesso avviso anche Antonio Pascale e la moglie Lucia titolari del bar Nuovo V3, sempre sotto il portico: "Dall’8 maggio siamo dentro un cantiere, abbiamo avuto un calo di guadagni di almeno il 60% e i soldi dallo Stato non si sono visti".

Per Massimo Barbieri titolare del bar Kappadue "dobbiamo portare pazienza, grazie a questi interventi il centro storico sarà valorizzato" ma il macellaio di fronte, Danilo Bassi sottolinea che "il disagio è tanto, questi lavori non si potevano fare nei tre mesi di lockdown?".

L’assessore comunale ai Lavori pubblici Denis Bertoncelli spiega che "i cantieri sono stati bloccati e quando ci è stato consentito di ripartire abbiamo dato un’accelerata per recuperare il tempo perso: lunedì Corso Martiri sarà riaperto, siamo stati costretti a chiudere un tratto per ragioni di sicurezza collettiva ma ci sono le strade laterali e parcheggi nell’area Coop a poca distanza".

Silvia Saracino