ESISTONO eventi in grado di trasportarti indietro nel tempo. Ti prendono per mano e ti fanno dimenticare la modernità che ti circonda, catapultandoti in epoche custodite nei libri di storia. ‘Mutina Boica’ è uno di questi. Battaglie, rievocazioni, leccornie dal sapore antico, figuranti dall’aspetto impeccabile, benvenuti nell’Antica Roma all’ombra della Ghirlandina. E anche l’undicesima edizione non ha tradito la sua fama, richiamando a Modena migliaia di appassionati e curiosi, desiderosi di approdare ai ‘Confini del mito’ (il titolo di quest’anno) tra gladiatori, bighe ed episodi leggendari come la battaglia di Clastidium (222 A.C.)...

ESISTONO eventi in grado di trasportarti indietro nel tempo. Ti prendono per mano e ti fanno dimenticare la modernità che ti circonda, catapultandoti in epoche custodite nei libri di storia. ‘Mutina Boica’ è uno di questi. Battaglie, rievocazioni, leccornie dal sapore antico, figuranti dall’aspetto impeccabile, benvenuti nell’Antica Roma all’ombra della Ghirlandina. E anche l’undicesima edizione non ha tradito la sua fama, richiamando a Modena migliaia di appassionati e curiosi, desiderosi di approdare ai ‘Confini del mito’ (il titolo di quest’anno) tra gladiatori, bighe ed episodi leggendari come la battaglia di Clastidium (222 A.C.) che ieri ha chiuso l’appuntamento al Parco Ferrari. L’ideatore Fabio Ferretti e il team di ‘Crono Organizzazione Eventi’ (di cui fanno parte il fratello Andrea e Pietro Comeri) si superano ogni anno, sforzandosi di volta in volta di alzare l’asticella delle attese.

Ferretti, siamo a undici edizioni di Mutina Boica. Avrebbe mai immaginato questa longevità? Qual è il segreto di un evento che alza sempre di più l’asticella in termini di iniziative e qualità?

«Francamente no. Siamo partiti e cresciuti reggendoci quasi interamente sulle nostre forze, ogni anno scommettendo su quello che stavamo facendo – la qualità del programma e della proposta – e sul pubblico, che non ci ha mai abbandonati. Il nostro segreto è un modello che abbiamo costruito negli anni, che si nutre di un insieme di fattori: amore sconfinato per la storia e una grande voglia di raccontarla, di farla comprendere, e di renderla appassionante; l’abitudine a ‘cavarcela da soli’ in termini organizzativi e di sostenibilità; il rigore nella rievocazione soprattutto. Il riconoscimento del Mibac sul fondo delle rievocazioni storiche, dove ci siamo classificati per primi a livello nazionali, ha premiato certamente questo approccio».

Come è scattata la scintilla undici anni fa?

«‘Aes cranna’, l’associazione da cui è partito tutto, è nata come gruppo di rievocazione storica prima di Mutina Boica. Mutina Boica è nata perché Andrea, mio fratello e presidente dell’associazione, e Pietro Comeri, allora presidente, insieme a tutti gli associati, vollero costruire un appuntamento che avesse un marchio diverso e raccontasse delle popolazioni dei Boi che vivevano in quest’area».

In che modo vi approcciate a ogni edizione?

«Cerchiamo ogni anno di trovare un tema che ci ‘scaldi’, che sia bello da raccontare senza tuttavia ingabbiarci. poi, cerchiamo, a livello organizzativo, di stabilire una mission dell’evento. In questo senso quest’anno abbiamo introdotto il Plastic free, vero e proprio nuovo impegno di Mutina Boica».

C’è qualcosa che ancora non siete riusciti a mettere in scena e che vorreste fare nei prossimi anni?

«Certamente tutta l’età imperiale della ‘Mutina Splendidissima Colonia del popolo romano’ di Cicerone è lì che ci aspetta, così come Attila e San Geminiano».

Quali sono stati i punti di forza di questa 11ª edizione? Un primo bilancio?

«Innanzitutto il pubblico, che non manca mai di premiarci sempre e comunque. Siamo ormai un evento nazionale e questo, non senza soddisfazione, ci viene riconosciuto anche da tutti i rievocatori che rendono questo strano settore particolare, unico, e affascinante».