CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE CONCERTO AL COMUNALE DI MODENA COMPLEANNO PAVAROTTI
CONFERENZA STAMPA PRESENTAZIONE CONCERTO AL COMUNALE DI MODENA COMPLEANNO PAVAROTTI

Modena, 12 ottobre 2015 - «Io e Luciano Pavarotti siamo stati grandi amici, e ci siamo anche molto divertiti a lavorare insieme. Luciano aveva uno speciale senso del sorriso, ma nei momenti in cui doveva prepararsi e cantare era estremamente severo con se stesso e con tutti». E’ il ricordo del maestro Riccardo Muti (VIDEO) per il tenorissimo Luciano Pavarotti, che proprio oggi avrebbe compiuto 80 anni.

In occasione dell’anniversario della nascita, Muti questa sera dirigerà un eccezionale concerto di beneficenza al teatro Comunale di Modena, che è intitolato proprio a Pavarotti: condurrà l’Orchestra giovanile Cherubini e quattro voci liriche in grande carriera (i soprani Elisa Balbo ed Eleonora Buratto, e i tenori Jenish Ysmanov e Francesco Meli, che sostituisce Yusif Eyvazov, indisposto) in un programma quasi interamente verdiano. «Siamo in Emilia, la terra di Pavarotti e di Verdi: ho pensato che fosse giusto legare le loro personalità in questo concerto», ha detto il maestro, appena rientrato dagli Stati Uniti, dove ha aperto la stagione della Chicago Symphony Orchestra, di cui è direttore.

Per questo concerto modenese – organizzato dal Comune di Modena e dalla Fondazione Pavarotti, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Modena e di Hera - sia Riccardo Muti che i cantanti hanno rinunciato al cachet: l’intero incasso verrà infatti devoluto alla sezione modenese dell’Ail, Associazione italiana leucemie, che porta il nome di Pavarotti, che fu tra i fondatori. «Il maestro Muti è riuscito anche in un miracolo – sorride Nicoletta Mantovani (VIDEO), vedova del tenore -. Tutti hanno pagato il biglietto, anche le autorità. In questo modo si è potuta raccogliere una consistente cifra da devolvere all’Ail».

Riccardo Muti ha ricordato il primo incontro con Luciano Pavarotti, nel 1969 in occasione dei «Puritani» all’auditorium Rai di Roma. «Mi ero sposato da un mese - ha rievocato il direttore -. In quell’opera Luciano cantò con Mirella Freni e ne resta una registrazione che viene ritenuta molto importante». Poi la collaborazione fra il tenore e il direttore si è rinnovata più volte: «Luciano cantava con un un timbro di voce che era assolutamente inconfondibile: ancora oggi è una delle voci che si riconoscono senza neppure vedere chi stia cantando, e per un artista è una qualità straordinaria», ha osservato.

Uno dei momenti più emozionanti è sicuramente il concerto del dicembre 1995 che si tenne al Palafiera di Forlì per aiutare la comunità di Sadurano, fondata da don Dario Ciani: «Mia moglie invitò Luciano e gli disse che gli avrebbe affiancato un pianista speciale. Ero io, che quella volta eccezionalmente mi misi al pianoforte. Luciano accettò subito, gratuitamente, arrivando da New York proprio per quel concerto che resta straordinario. La generosità di Pavarotti andava di pari passo con la sua grandezza artistica».

A vent’anni da quell’evento, l’11 dicembre di quest’anno, ancora al Palafiera di Forlì, Riccardo Muti tornerà a proporsi in veste di pianista per accompagnare il soprano Anna Netrebko in un concerto di gala, ancora a favore della comunità di don Dario, che è venuto a mancare lo scorso luglio. «Sarà un concerto ovviamente dedicato al ricordo di Luciano», annuncia Muti.

«Oggi Luciano avrebbe compiuto 80 anni, un numero importantissimo – sottolinea Nicoletta -. Ma io lo vedo ancora molto giovane, e lo vedo tuttora nel cuore di tutti e amato da tutti. Mi viene quasi da pensare che Luciano non abbia età».