Il suo nome significa la storia della musica italiana, le sue canzoni immagini, fotografie, emozioni refrattarie a mode e tendenze. Mogol era ieri ospite d’onore al teatro Pavarotti per il Congresso Nazionale della Società Italiana di Audiologia e Foniatria, una 4 giorni che esplora non solo i problemi legati alla sordità e alle nuove tecnologie sul campo ma tratta tutti gli aspetti del linguaggio e della comunicazione. «Con Battisti ho lavorato piu’ che con altri – ha raccontato l’autore - ho scritto piu’ canzoni che con altri artist. Avevamo una grande stima reciproca. Per me lui era un grandissimo musicista e per lui io ero un poeta, mi chiamava così, il poeta. Eravamo diametralmente opposti; lui era un matematico, io invece no, ero molto diverso, ma insieme ci integravamo».

e.m.