Polizia e vigili urbani ieri piantonavano l’edificio in attesa dell’esito del tampone
Polizia e vigili urbani ieri piantonavano l’edificio in attesa dell’esito del tampone

Modena, 8 luglio 2020 - Doveva essere il ’solito’ sgombero di clandestini all’ex termoidraulica Corradini, azienda dismessa diventata covo di tossici in via Ruffini, tra le case della Madonnina. Ma alla fine il blitz di ieri mattina delle forze dell’ordine si è prolungato più del previsto: tre dei dieci abusivi presenti nel capannone avevano la febbre e sono quindi stati tutti sottoposti a tampone per verificare un eventuale contagio da Covid-19. Così l’azienda da sgomberare è diventata per una giornata luogo di contenimento di un possibile focolaio. Solo nel tardo pomeriggio è arrivata la buona notizia: tamponi negativi. Gli abusivi, un gruppo di nordafricani, sono quindi stati accompagnati in questura per l’identificazione. Sarebbero tutti clandestini. E tutti rischiano la denuncia per occupazione di edificio.

Il controllo interforze è cominciato di buon mattino dopo che, nei giorni scorsi, avevamo documentato, per l’ennesima volta, il degrado dilagante dello stabile: decine di metri quadri pieni di immondizia, giacigli e tavoli per il confezionamento della droga. "Ieri mattina – spiega una nota della questura – nel corso di un servizio di controllo integrato del territorio, la polizia di Stato, con il concorso di personale della Guardia di Finanza, con una unità cinofila al seguito, e della polizia municipale, ha effettuato verifiche all’interno dell’ex stabilimento termosanitari Corradini. Nel corso dell’attività sono stati rintracciati 10 senzatetto (di età compresa tra i 18 e i 38 anni, tra cui una donna italiana, ndr). Tre con temperatura corporea, rilevata da termoscanner in dotazione alle forze dell’ordine, superiore a 37,5 gradi. È stato, pertanto, richiesto l’intervento dei sanitari del 118 ed informata l’Ausl e il Comune di Modena per l’attivazione delle misure di profilassi sanitaria per la prevenzione della diffusione del Covid 19.

In pratica la polizia ha contattato l’Ausl, è stato quindi attivato il servizio di igiene pubblica che ha disposto i tamponi mandando sul posto l’équipe dell’assistenza domiciliare. I sanitari sono arrivati in via Ruffini con le tute bianche e i dispositivi anti contagio e hanno effettuato il test sui dieci abusivi, quasi tutti (9 su 10) stranieri. E’ stata quindi avviata l’indagine epidemiologica, interrotta dopo il risultato dei tamponi perché non più necessaria. Così le forze dell’ordine ieri sono rimaste impegnate con più pattuglie a piantonare i senzatetto, per lo più tossicodipendenti che hanno fatto dell’ex Corradini la loro casa e - probabilmente - un covo per lo spaccio. Poi l’esito dei tamponi e il sospiro di sollievo.

La zona di via Ruffini, tra il parco Ferrari e via Santi, ultimamente è meta di pusher e consumatori e proprio l’azienda dismessa sarebbe uno dei poli per il taglio e il confezionamento delle dosi. La proprietà non è ancora riuscita a sigillare il capannone, i cui ingressi vengono puntualmente forzati dagli abusivi. Una situazione di degrado dilagante, surreale se si considera che in via Ruffini, proprio a ridosso del capannone, sorgono condomini e villette.
Lo stabile era stato oggetto di un blitz della squadra volante l’8 gennaio scorso, che aveva portato all’arresto di 8 persone, alla denuncia in stato di libertà di altri 6 individui, fra cui due minori, tutti di nazionalità straniera, e al sequestro di oltre 928 grammi di sostanza stupefacente, suddivisa in dosi termosaldate e pronte per essere immesse nel mercato illecito.