Un’immagine di repertorio della sede Ferrari (FotoFiocchi)
Un’immagine di repertorio della sede Ferrari (FotoFiocchi)

Maranello (Modena), 9 aprile 2020 - Esami del sangue per i dipendenti e, volendo, anche per i propri familiari. Un’App attraverso la quale tenere sotto controllo eventuali sintomi da coronavirus e nel caso rintracciare le persone con cui si è entrati in relazione. La possibilità, per chi dovesse essere contagiato, di avvalersi di un alloggio adatto per l’autoisolamento con assistenza medica e forniture di ossigeno e medicinali.

Leggi anche  Gli industriali: "Ripartire subito"  Quando finirà la pandemia - Mascherine, come non far appannare gli occhiali

In attesa che termini il pit stop più lungo della sua storia (al momento la fabbrica è chiusa fino a martedì), Ferrari si prepara a riaccendere i motori in assoluta sicurezza con il progetto ‘Back on Track’ (‘Torna in pista’), nato dalla collaborazione con un pool di virologi ed esperti e patrocinato dalla Regione. Un progetto costruito in collaborazione tra gli altri col virologo Roberto Burioni.

Il piano è strutturato in diverse fasi. La prima prevede la riapertura delle sedi di Maranello e Modena, secondo le tempistiche e le modalità definite dalle autorità nazionali, seguendo le misure previste dal protocollo oltre a ulteriori accorgimenti studiati con l’apporto di medici specialisti.

In seconda battuta è previsto uno screening dei dipendenti, su base volontaria, con esami del sangue mirati a verificarne lo stato di salute. Una possibilità che si può estende, per chi lo desidera, all’intera ‘comunità Ferrari’, vale a dire i familiari dei collaboratori.

Nell’ultima fase si offre l’opportunità a ciascun collaboratore di servirsi di una App, per avere un supporto medico sanitario nel monitoraggio della sintomatologia del virus. "Il mantenimento dello stato di salute della popolazione che aderisce al progetto – spiegano dall’azienda di Maranello – sarà supportato dal tracciamento dei contatti delle singole utenze grazie alla medesima App, nel rispetto della privacy individuale grazie a una sua gestione esterna ed estranea a Ferrari". In caso di positività al Covid di un utente in pratica l’applicazione consentirà di risalire a tutti i suoi contatti.

Non finisce qui. Il Cavallino fornirà, infatti, un servizio di assistenza sanitaria e psicologica, telefonica e domiciliare, ai propri lavoratori. "In caso di positività verrà messa a disposizione una copertura assicurativa specifica oltre a un alloggio adatto all’autoisolamento, con assistenza medica e infermieristica a domicilio e supporto di materiale sanitario (medicinali, ossimetro e, nel caso di emergenze, ossigeno)".

Positivo il commento alla sperimentazione da parte della Fim Cisl. "Questo protocollo – spiega il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti – rappresenta una sorta di rivoluzione, perché contribuirà a cambiare per sempre l’organizzazione del lavoro e, quindi, della produzione".

"Si tratta di una grande sfida – continua Uriti – alla quale dobbiamo arrivare tutti preparati, sia noi del sindacato che l’azienda e i lavoratori. Non è escluso che il ’protocollo sanitario Ferrari’ possa preso a modello da altre aziende, perché le maestranze che sanno di avere la salute sotto costante controllo – chiude il segretario Fi m – lavorano più serenamente".