Andrea Cossarizza, immunologo di Unimore
Andrea Cossarizza, immunologo di Unimore

Modena, 3 giugno 2020 - "Il virus non è mutato e non è diventato più buono: l’abbiamo contenuto con il distanziamento sociale e se saltano le regole può tornare. Le dichiarazioni di Zangrillo? Non Le condivido. Quello che ha detto è la cosa più grave che si possa fare. Lui non vede i malati in malattia infettiva? Pure qua sono molti meno fortunatamente perché abbiamo superato il picco ma se le misure non vengono mantenute potrebbero tornare. Io non voglio essere catastrofista ma mi attengo ai fatti".
Così il professore di patologia generale e immunologia di Unimore Andrea Cossarizza interviene sulle dichiarazioni del direttore della terapia intensiva del San Raffaele.
Come mai in Lombardia i contagi sono superiori rispetto al resto d’Italia?
"In Emilia Romagna c’è stato un controllo continuo sui pazienti; qui contiamo su un’organizzazione a livello di sistema sanitario che copre interamente il territorio e che è un’eccellenza. Non si lavora solo sul privato. Quindi il virus è presente quanto prima".
Con il caldo tutto migliorerà?
"C’è chi dice che il Covid sia stagionale. Può essere, ma nella misura in cui la gente all’aria aperta sta più distante. La carica infettante è teoricamente minore, ma va dimostrato. Stiamo parlando di un virus".
E’ sparito o no il virus?
"No, non è sparito, i pazienti ci sono ancora. Il problema è che quelli asintomatici e che possono portarsi dentro il virus per molto tempo – abbiamo avuto gente positiva per sessanta giorni – possono essere ancora contagiosi. Magari non dopo diverso tempo ma non possiamo dirlo con certezza. Quindi dico: facciamo tutto quello che vogliamo fare ma con giudizio e non cantiamo vittoria, non abbiamo vinto nulla. Ci sono ancora pazienti nelle malattie infettive e in rianimazione: non è affatto finita e le misure così come il contenimento vanno mantenute".
Cosa si sa di più del Covid?
"In questo momento ci sono decine di università in tutto il mondo che studiano il virus e le sequenze non danno evidenza sul fatto che il virus sia mutato. Nessun cambiamento reale quindi dell’infettività del virus e non lo dico io ma tutti i virologi internazionali. Non ci sono evidenze sulla sua minor aggressività. Quello a cui oggi assistiamo sono gli effetti dei lockdown e delle misure di prevenzione. È un virus che si trasmette attraverso i contatti: è logico che, chiudendo in casa le persone per due mesi, si arrivi al crollo dell’epidemia perché il lockdown è stato fatto in modo serio".
Lo screening con test sierologici è utile?
"E’ un dato epidemiologico ma i falsi negativi sono tanti quindi il paziente può ‘scappare’. Il tampone fornisce risultati molto più attendibili, ma non il sierologico. E se ‘scappano’ soggetti infetti non va tanto bene. Lo screening è utile piuttosto per capire come il virus si è comportato. Il problema è questo: se c’è stato contenimento la carica infettante è minore ma non è scienza. Stiamo parlando di un virus che viene trasmesso in minor quantità. Quindi i pazienti oggi sviluppano i sintomi ma sono minori come lo è la carica infettante che ne determina l’infezione. Il virus all’aria aperta si trasmette peggio perché le persone restano a distanza. In una stanza chiusa è ben diverso".
Quindi in autunno cosa possiamo aspettarci?
"Non abbiamo la sfera di cristallo. Il problema è che questa è la prima pandemia che vediamo e non possiamo sapere cosa accadrà. Sarebbero solo ipotesi o speculazioni. Chiunque dica tornerà o non tornerà sta facendo ipotesi basate sul nulla. E’ la prima volta, ripeto, che vediamo una pandemia. Un medico che l’ha vista nel 1918 certo non può essere qui, oggi, per aiutarci. Ecco perché dico: occorre attenersi ai fatti. Il lockdown ha funzionato e questo è un momento di relativa calma".
E negli ospedali come va?
"I ’doppi turni’ fortunatamente sono finiti ovunque e abbiamo imparato tante cose. Sulla terapia, Modena è all’avanguardia per quanto scoperto. Le cose vanno bene ma non dobbiamo abbassare la guardia".
Come vivremo l’estate? In vacanza si può andare dopo la riapertura dei confini?
"Possiamo fare tutto mantenendo le distanze e seguendo le regole. Io ho prenotato le vacanze in Riviera e in Sicilia ma chiaramente portando con me le mie mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale. In Italia abbiamo contenuto e fermato una tragedia immane con le misure di contenimento. Non dobbiamo rischiare di vanifi care tutto".