Le mascherine, dispositivi essenziali per medici e infermieri
Le mascherine, dispositivi essenziali per medici e infermieri

Modena, 30 marzo 2020 - Sono da sempre in prima linea ma, dall’origine dell’emergenza, hanno messo a disposizione anima e corpo, 24 ore su 24 per riuscire a salvare quante più vite possibile. Ma il virus non li ha purtroppo risparmiati ed ora si contano 57 operatori, tra Policlinico e Baggiovara, risultati positivi al Covid-19. Affinché il mondo sanitario tutto riceva le necessarie tutele per operare in sicurezza la settimana scorsa l’Anaao Assomed, come spiega Vincenzo Pulitanò, segretario facente funzione dell’Anaao ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e all’Ispettorato del lavoro legato proprio alla sicurezza dei medici.

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"Che ci sia un problema sui presidi non lo dico io: fino a ieri il commissario Venturi ha sottolineato come le forniture siano ancora deficitarie per un problema di blocco alle Dogane. Qualche ditta si è riconvertita: speriamo di mettere in condizioni tutti i medici di lavorare in sicurezza ed è proprio con questo obiettivo che è stato presentato l’esposto: garantire rimedi per la carenza di dispositivi e per chi lavora in reparti ad alto rischio. Le cose, comunque, sono migliorate: si cerca sempre più di mandare i medici nei reparti a rischio nel modo più sicuro possibile ma il prezzo che sta pagando la classe medica è indubbiamente alto".

"So che i colleghi contagiati – continua Pulitanò – stanno meglio ma alcuni sono ancora ricoverati. I medici che sono in trincea e che lavorano in setting ad altissimo rischio. Anche per i tamponi, però, c’è un problema di forniture che limita l’azione e Venturi è stato chiaro anche su un altro aspetto: medici e professionisti risultati positivi ma asintomatici devono stare a casa. Sicuramente – continua – sotto questo aspetto c’è stata un’azione vigorosa da parte dei sindacati. L’Anaao ha scritto in merito anche ai vertici della protezione civile denunciando la situazione e si è subito fatta retromarcia, com’è giusto che sia".

Ma a cosa sono legati i contagi in corsia? Pulitanò spiega come i primi tempi la diffusione fosse legata alla scarsa conoscenza dell’infezione. Abbiamo detto subito che servivano mascherine filtranti ffp2 e ffp3 ma non c’erano. Per l’assenza di dispositivi adeguati molti medici sono stati contagiati.

Pulitanò spiega poi come sia partito il progetto che prevede unità speciali per l’assistenza a domicilio. "Le stiamo coordinando da qualche giorno e non finirò mai di ringraziare i ragazzi che da noi a Carpi hanno accettato questo tipo di lavoro anche su base volontaria. Sono specialisti ambulatoriali con spirito di sacrificio, abnegazione ed hanno aderito con entusiasmo e c’è un monitoraggio continuo del paziente: li chiamiamo, andiamo da loro. C’è poi un continuo confronto con il medico di medicina generale che ha fatto la segnalazione".