Modena, 27 novembre 2020 - Tempo un mese per riorganizzare il trasporto pubblico scolastico, gli orari d’ingresso al mattino e quelli di uscita a ora di pranzo. Tempo un mese per decidere se riaprire i cancelli delle scuole superiori, se proseguire con la didattica a distanza, se alternare la Dad a qualche giorno in classe o se diluire le lezioni in presenza lungo tutta la giornata anche fino a sera.

Al di là degli annunci del ministro Lucia Azzolina, che nei giorni scorsi ha proposto la riapertura delle scuole in presenza a partire dal 9 dicembre, questi sono i nodi da risolvere rapidamente. Ed è per questo che oggi alle 11,30 il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, incontra i rappresentanti dei dirigenti scolastici assieme ai vertici dell’Agenzia per la Mobilità e di Seta.

Sì, perché quella dei trasporti sarà la questione cruciale da risolvere. Alla Provincia è stato assegnato il compito di individuare la ripresa dell’attività a scuola in determinate condizioni e, sostanzialmente, ora ci si trova davanti a tre ipotesi. La prima riguarda il ritorno alle lezioni in presenza, con la possibilità di riempire i mezzi di trasporto all’80%, cioè di tornare alle condizioni di settembre.

La seconda ipotesi è di continuare (fino a data da destinarsi) con la didattica a distanza ‘pesante’, come quella a cui sono costretti ora insegnanti e studenti. La terza ipotesi è quella di riprendere la didattica in presenza, mantenendo il limite di riempimento delle corriere e dei bus solo al 50%, come è attualmente in vigore.

"Se restano queste condizioni – spiega Tomei alla vigilia dell’incontro – difficilmente riusciremo a garantire il trasporto dei ragazzi a scuola. Per questo stiamo valutando di rimodulare sia l’orario di ingresso e di uscita, sia l’organizzazione del trasporto". La proposta è di stabilire due turni di ingresso – alle 8 e alle 10 – per consentire ai bus del primo turno di tornare al capolinea in tempo utile per accompagnare gli studenti del secondo turno. Lo stesso schema verrebbe riprodotto anche per l’uscita, anche se il momento critico è quello del mattino, con ragazzi residenti in Appennino o nella Bassa costretti a cambiare anche tre mezzi.

Stamattina Seta e Amo arriveranno con delle proposte anche se hanno già fatto sapere che se rimarrà invariata la capienza al 50% sui mezzi e se non arriveranno ulteriori finanziamenti, non potranno assicurare il trasferimento di tutti gli studenti. Pare quindi improbabile una riapertura delle scuole il 9 dicembre, come ha paventato il Governo. L’ipotesi più accreditata è che si tornerà sui banchi dopo l’Epifania.

"Il 9 dicembre abbiamo un incontro in Regione con l’assessore ai Trasporti e il direttore dell’Ufficio scolastico – prosegue Tomei – e in quell’occasione arriveremo con le nostre proposte per poter ripartire dopo le festività natalizie". Con non poca apprensione le scuole stanno seguendo l’iter in attesa di comunicare alle famiglie la data per la riapertura delle strutture.

«Noi siamo pronti, lo siamo da tempo – dice la dirigente scolastica del Muratori-San Carlo e referenti, Giovanna Morini –. Ascolteremo tutte le proposte a patto che si tenga conto delle reali esigenze degli studenti, delle famiglie e del contesto a cui si sta andando incontro con l’arrivo dell’inverno". Che suona come una bocciatura alla possibilità di lezioni pomeridiane e un’apertura a riscrivere gli orari di inizio e fine delle lezioni. "È tutto possibile – aggiunge Morini – ma qualcuno si deve prendere la responsabilità di fare una proposta scritta. Non possiamo tornare alla confusione di quest’estate".