– CASTELFRANCO – «IL coltello l’ho visto subito, da lì in poi mi sono preoccupato solo di quello, di bloccargli il braccio. Forse è per questo che sono ancora vivo. E perché a 72 anni il lavoro in campagna mi mantiene in forma». Appena uscito dal pronto soccorso in cui ha passato la notte, Gino Maccaferri è un fiume in piena nel raccontare il fattaccio avvenuto martedì sera in piazza Bergamini, in pieno centro a Castelfranco. Ora ha diversi tagli sul viso e sul collo, una ferita in testa e una clavicola rotta: la prognosi è di un mese. «Erano...

– CASTELFRANCO –

«IL coltello l’ho visto subito, da lì in poi mi sono preoccupato solo di quello, di bloccargli il braccio. Forse è per questo che sono ancora vivo. E perché a 72 anni il lavoro in campagna mi mantiene in forma». Appena uscito dal pronto soccorso in cui ha passato la notte, Gino Maccaferri è un fiume in piena nel raccontare il fattaccio avvenuto martedì sera in piazza Bergamini, in pieno centro a Castelfranco. Ora ha diversi tagli sul viso e sul collo, una ferita in testa e una clavicola rotta: la prognosi è di un mese. «Erano le 20 – spiega – stavo innaffiando le piante sul terrazzo della casa di mia proprietà: non ci abito, ma ci vado spesso per dare una pulita e fare lavoretti in garage. Una stanza mesi fa l’ho concessa alla Lega per la campagna elettorale, io stesso ero candidato con la civica che appoggiava Amicucci. Fatto sta che dalla strada qualcuno ha cominciato ad insultarmi. Ho dato un’occhiata e ho riconosciuto un tizio che vedo spesso nell’enoteca lì sotto: voleva che scendessi perché lo avevo bagnato, anche se mentre innaffiavo lui era dentro il locale. Mi stava anche simpatico, perché una volta mi ha aiutato a recuperare un borsello che mi avevano rubato dall’auto mentre scaricavo del materiale. Dopo un po’ sono sceso per tornare a casa, non stavo più pensando alle minacce, e l’ho visto corrermi incontro con un coltello in mano lungo e sottile. Mi urlava: ‘Ti ammazzo brutto leghista!’. Mi ha spinto a terra, facendomi sbattere la testa e la schiena con violenza sull’asfalto, e mi è montato addosso cercando di accoltellarmi: puzzava di vino, era lì a bere già da un paio d’ore. Io badavo solo al suo braccio armato, ho cercato di tenerlo lontano dal viso con tutte le mie forze, ma lui è riuscito a tagliarmi più volte. Poi qualcuno dall’enoteca gli urlato di fermarsi, io sono riuscito a liberarmi e mi sono rifugiato nel mio garage mentre lui scappava di nuovo dentro il locale».

«Poco dopo – continua Gino – sono andato direttamente in caserma, tutto sanguinante. E mentre arrivava il 118 per me, i carabinieri sono andati nell’enoteca, dove hanno trovato l’aggressore. Era ancora lì, pensa te...».

L’uomo, un italiano sulla quarantina, è stato denunciato a piede libero: l’accusa potrebbe ora oscillare tra ‘lesioni gravi’ e ‘tentato omicidio’. I consiglieri comunali Amicucci (Liberi si scegliere) e Girotti Zirotti (Lega) ieri sui social hanno espresso la loro solidarietà all’amico. «Ma cosa è diventata la nostra città? – hanno aggiunto Amicucci – Furti a raffica, rapine, aggressioni sono ormai all’ordine del giorno. Il tempo del monitoraggio è finito, servono più controlli fuori dai locali in cui si beve e politiche concrete per la sicurezza. Qui la situazione continua a peggiorare».

Valerio Gagliardelli