Antonio Brambilla, Direttore generale dell’Azienda USL di Modena
Antonio Brambilla, Direttore generale dell’Azienda USL di Modena

Modena, 1° ottobre 2021 - "La situazione è in progressivo miglioramento. Finalmente siamo scesi sotto la soglia dei 50 nuovi positivi (46 nella settimana dal 22 al 29 settembre) per 100mila abitanti alla settimana, dato usato a riferimento per introdurre restrizioni a livello comunale". E’ con queste parole tranquillizzanti che il direttore generale dell’azienda Usl di Modena commenta il report della situazione pandemica modenese, una situazione che vede anche ridursi la percentuale di tamponi positivi su quelli refertati. Oggi siamo al 2,3% contro il 5% dell’inizio settembre. "E’ consolidato – dice Antonio Brambilla - un trend di discesa che abbraccia tutte le fasce di età, tranne quella da 0-3 anni".

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Con la ripresa delle attività scolastiche e delle università l’attenzione è naturalmente rivolta a cosa accade in questo mondo, dove i rischi di assembramenti innalzano la soglia di pericolo. La prova pare superata bene. A livello modenese le classi poste in isolamento sono 10, ovvero 3 di scuola primaria, 6 dell’infanzia (3-6 anni) e 1 di nido (0-3 anni). Sopra i 12 anni nessuna classe ha problemi di isolamento. Questa situazione generale è confermata anche dal numero di casi seguiti a domicilio: sia i casi che i contatti dal 12 al 29 settembre sono in progressiva diminuzione con 2.028 casi ora seguiti, di cui 593 sintomatici. "Abbiamo quasi mille casi in meno e ciò comporta una minore pressione sulla azienda riguardo a sorveglianza e contact tracing" è la considerazione che fa il direttore generale. La variante delta è la costante di tutti i casi accertati a livello modenese. I ricoverati nei reparti covid sono 52, ma sono 41 quelli con patologie legate al covid. Gli altri sono stati trovati positivi al momento del ricovero. Nell’ultimo mese si sono avuti pochissimi decessi e la loro età media è di 84 anni. Per lo più non erano vaccinati. Alla fine del mese la provincia di Modena può vantare un 83% di popolazione target vaccinata, anche se ora i vaccinati al giorno sono scesi significativamente.

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Si viaggia – in base alle informazioni fornite dall’Ausl – intorno alle 2-3 mila vaccinazioni al giorno, pur avendo una capacità di produzione molto alta, che per la sola azienda sanitaria si aggira intorno alle 7-8 milia dosi iniettabili ogni giorno. Questa contrazione del numero di vaccinazioni sta portando ad una riorganizzazione dei punti vaccinali. Si è iniziato con la chiusura del punto vaccinale di San Felice sul Panaro. "Tuttavia – dice Brambilla - stiamo riducendo il personale ai punti vaccinali, riportando infermieri, oss, personale amministrativo e sanitari a lavorare negli ospedali e nel territorio. Manterremo comunque l’attuale distribuzione. Andiamo verso l’acceso libero con un rimaneggiamento del personale, che comporterà sicuramente una riduzione degli slot per permettere al personale di tornare a fare il proprio lavoro. Devo ringraziare il personale volontario. Solo a Modena si sono alternate ai punti vaccinali più di 1000 volontari". Anche la Casa della Salute ‘Vecchi’ di Modena, inoltre, apre le porte per una sessione straordinaria ad accesso diretto della campagna vaccinale domenica 3 ottobre dalle 9 alle 13.

Ha dato risultati molto buoni, invece, la campagna verso gli oltre 2700 operatori sanitari, pubblici e privati, che non avevano aderito alla campagna vaccinale prima della uscita della obbligatorietà per loro del vaccino. Sono rimasti in 735 quelli che non si sono inseriti nel percorso vaccinale e per 86 è già scattata la sospensione dall’esercizio della professione.