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8 giu 2022

Crac Italcarni, chiesto il processo per quattro

Secondo la procura gli imprenditori furono responsabili della bancarotta che portò al fallimento della società cooperativa di Carpi

8 giu 2022
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza
A condurre le indagini i militari della Guardia di Finanza

Un buco di bilancio pesantissimo, di circa 40 milioni di euro che avrebbe contribuito a far fallire la società cooperativa agricola Italcarni di Carpi, azienda di macellazione la cui attività aveva contribuito a costruire una parte di storia dell’economia carpigiana.

Ieri la procura ha chiesto il processo per tutti e quattro gli imprenditori, accusati di bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta preferenziale, ovvero ex dirigenti della società cooperativa agricola Italcarni e i vertici della cooperativa mantovana Opas, affittuaria dal 2014 del ramo d’azienda. Secondo le indagini della finanza, coordinate dal pm Amara infatti i quattro avevano tenuto nascosto per anni il disastroso buco di bilancio pagando poi in modo arbitrario alcuni creditori (tra cui Opas) a discapito di altri, violando la cosiddetta par condicio creditorum.

Ieri le difese hanno chiesto il proscioglimento degli imputati e il giudice si è riservato: la decisione è attesa per il prossimo 21 luglio. L’indagine delle fiamme gialle era scattata nel 2018 a seguito delle denunce presentate da alcuni allevatori di suini che affermavano di vantare crediti milionari. Già nel 2015, però, il Mise aveva decretato la liquidazione coatta amministrativa dell’azienda e nel 2016 il tribunale aveva dichiarato il fallimento di Italcarni. In sostanza secondo le accuse i vertici, pur sapendo del ‘baratro economico’ in cui era finita l’azienda, non avevano richiesto la dichiarazione di fallimento arrivando, nel 2014, al concordato preventivo con un buco di bilancio appunto da 40 milioni di euro. Il dissesto finanziario di Italcarni sarebbe rimasto insomma sotto silenzio fino a che le svariate denunce dei creditori non hanno acceso i riflettori sulla situazione.

Nel 2018 Opas si era infatti aggiudicata all’asta la proprietà dell’azienda per 14 milioni di euro insieme ad Alcar Uno, dopo averla condotta in affitto per tre anni. Nel frattempo però i debiti di Italcarni non erano stati pagati: decine di allevatori di tutto il Nord Italia vantano crediti esorbitanti, per una cifra superiore al milione di euro, per i maiali macellati e, dopo esposti, ricorsi e segnalazioni all’autorità giudiziaria presentati tramite i loro avvocati, la Procura aveva dato il via all’Indagine. ora tutti e quattro gli imputati rischiano il processo.

Valentina Reggiani

© Riproduzione riservata

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