Dai Madrigalisti Estensi i Furti sono... Amorosi

I musicisti si esibiranno oggi e domani al Museo . Civico con arie del ’500.

Dai Madrigalisti Estensi i Furti sono... Amorosi

Dai Madrigalisti Estensi i Furti sono... Amorosi

Oggi forse pochi lo ricordano, eppure Girolamo Belli, ferrarese, fu tra i compositori più apprezzati nelle corti del tardo Rinascimento. Nato ad Argenta nel 1552, si formò alla corte degli Este a Ferrara, entrò nella cerchia di Torquato Tasso e ricevette i rudimenti dell’arte musicale sotto la guida di Luzzasco Luzzaschi. Poi si trasferì a Roma ed entrò in contatto con i grandi polifonisti del tempo, come Pier Luigi da Palestrina e Tomas Luis De Victoria, e nel 1584 fu poi a Mantova, presso i Gonzaga. E proprio al duca Guglielmo dedicò il suo secondo libro di madrigali a sei voci, "I Furti Amorosi", ristampato nel 1587 con l’aggiunta di altri nove madrigali. Belli pubblicò ben nove libri di madrigali, l’ultimo nel 1617. Ed è all’arte di Girolamo Belli e ai suoi "Furti Amorosi" che i Madrigalisti Estensi (diretti da Michele Gaddi) dedicano la nuova tappa del festival "Gli spazi del suono". Oggi e domani alle 18, alla sala reperti archeologici del Museo Civico di Modena, i madrigali del compositore ferrarese risuoneranno per la prima volta dopo tanti secoli, in due concerti distinti e dal diverso programma (biglietti a 10 euro). Perché i "Furti Amorosi"? "Sapientemente nascoste fra i soavi intrecci musicali – spiega Michele Gaddi –, emergono qua e là citazioni di celebri madrigali di Palestrina, Cipriano, Arcadelt, Striggio... Insomma, l’autore rivela al pubblico i suoi Furti".

s. m.