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24 apr 2020

Dal cibo etnico alle mascherine: donne migranti contro il contagio

La ‘association for the integration of women’ si è reinventata nei mesi dell’emergenza Oggi le straniere che ne fanno parte cuciono protezioni lavabili con i tessuti del famoso brand Jucca

24 apr 2020
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina
A sinistra Caroline Caporossi, ideatrice del progetto. A destra una donna impegnata a cucire una mascherina

di Chiara Mastria Mascherine che uniscono lo stile di tessuti come quelli del famoso brand italiano Jucca a un impegno per il sociale. Senza dimenticare la cosa più ovvia: l’assoluta necessità del momento. L’idea nasce da Caroline Caporossi, americana, a Modena da tre anni e da due responsabile dello sviluppo dei progetti per l’associazione no profit ‘Food for soul’, fondata da Massimo Bottura e dalla moglie Lara Gilmore. A maggio dell’anno scorso Caroline conosce una ragazza rifugiata, Ella. Entrambe 25enni, entrambe ‘straniere’ a Modena, diventano amiche. Caroline, grazie alle conoscenze sviluppate nel settore dell’ospitalità, la aiuta a trovare un lavoro. E’ stato il primo passo di un percorso che l’ha portata, all’inizio di quest’anno, a fondare la ‘Association for the Integration of Women’, nata proprio per supportare l’inclusione sociale di donne migranti residenti a Modena, per insegnare loro dei mestieri da poter spendere nella nostra città, per crearsi una vita degna qui e mettere radici. L’idea iniziale era quella di un ristorante in cui di giorno fare workshop e di sera proporre cibi etnici cucinati dalle stesse donne coinvolte nel programma di formazione. Stavano cercando la location giusta quando è arrivato il Coronavirus a sconvolgere il mondo, l’Italia, Modena. Così, la virata: accantonata momentaneamente l’idea del ristorante, Caroline e le sue donne (messe insieme in collaborazione con i servizi sociali del Comune) si sono buttate sulla produzione di mascherine cucite a mano dando vita, dallo scorso 7 aprile, al progetto ‘Cucire insieme’. Come funziona? Si fa una donazione libera, passando dal sito weareaiw.orgcucireinsieme, e per ognuna di queste verrà inviata una mascherina all’indirizzo indicato dal donatore. "I soldi raccolti – spiega Caroline – vengono usati per pagare le donne che lavorano con noi, che stanno diventando sempre di più. Tutte loro amano questo lavoro perché si sentono di stare facendo qualcosa ...

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