Dalle macerie alla rinascita . Ora il mosaico torna alla luce

Pieve, l’opera rappresenta una Madonna bizantina: fu portata dalla Jugoslavia da un soldato in guerra.

Dalle macerie alla rinascita . Ora il mosaico torna alla luce

Dalle macerie alla rinascita . Ora il mosaico torna alla luce

Nella Chiesa parrocchiale di Pievepelago quest’anno è tornato alla devozione diretta dei fedeli un mosaico raffigurante una Madonnina bizantina, dalla storia particolare: fu un dono ex voto di un soldato pievarolo che la portò a piedi dalla Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale.

Una storia significativa ancora oggi in questo periodo di eventi bellici, tanto che davanti a Lei l’invito a pregare per la pace nel mondo. Nonostante alcune recenti ricerche, non si è però ritrovata traccia dell’identità del soldato della Valle del Pelago che aveva trovato i resti di questa Madonna fra le macerie di un edificio distrutto nel teatro di guerra della Jugoslavia. Anche se molto pesante (fu realizzata direttamente su una lastra di cemento) la prese con sé e fece voto alla Madonna di portarla fino alla sua chiesa di Pievepelago se fosse riuscito a tornarvi sano e salvo. Così fu e, nonostante combattimenti, lunghe marce a piedi e spostamenti militari, il soldato riuscì a tenerla con sé sino all’auspicato ritorno in Appennino. Dal 1945 la Madonna si trova nella chiesa patronale di S.Maria Assunta a Pievepelago ma sinora era rimasta quasi celata in un altare secondario, adesso che è tornata al culto diretto – grazie all’esperto d’arte Umberto Pagliai – è riemersa la sua particolare vicenda.

Un’altra storia che arricchisce il nostro Appennino di fascino e di grande curiosità, che arriva dal passato e si collega ancora oggi al presente.

Come detto, non è stato ritrovato il nome di questo militare (ma si spera ora che possa essere ricordato da qualcuno che ne conobbe la vicenda) autore comunque di una piccola-grande impresa di fede, che va ricordata, in mezzo alle tragedie delle guerre di ieri e oggi.

g.p.