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16 mag 2022

’Rivive’ l’azienda Del Monte, in centinaia all’evento

A San Felice la proiezione di un docufilm con amarcord e sirena di ’inizio turno’

16 mag 2022
L’evento sabato a San Felice
L’evento sabato a San Felice
L’evento sabato a San Felice
L’evento sabato a San Felice

San Felice (Modena), 16 maggio 2022 - L’uomo Del Monte ha detto sì e, sabato pomeriggio, l’ex stabilimento della nota multinazionale di succhi e conserve di via Perossaro 10 ha ripreso a vivere, con tanto di sirena di inizio turno. Con un magistrale colpo di teatro, un redivivo uomo Del Monte avente le fattezze del personaggio della pubblicità televisiva di fine anni Ottanta è arrivato sul serio.

E l’arrivo è stato da star hollywoodiana: a bordo di un elicottero e poi di una limousine che lo ha accompagnato all’interno del capannone dove si stava svolgendo "Noi che lavoravamo alla Del Monte".

L’evento è avvenuto alla presenza di centinaia di visitatori, curiosi e autorità del territorio (inclusa la consigliera regionale Palma Costi a cui è toccato il benaugurante taglio del nastro), e a più di qualcuno è sembrato di tornare al 2006, l’ultimo anno di vita di Del Monte a San Felice.

Si è trattato di un evento-miscellanea costruito su tre diversi livelli: la presentazione del libro di Davide Calanca sulla storia della Del Monte a San Felice, la proiezione di una parte del docufilm diretto dal regista Paolo Galassi (prossimo alla distribuzione sulla piattaforma di streaming Chili) e l’apertura della mostra fotografica di Roberto Gatti sulla vita dei vecchi dipendenti.

"La sirena di questo stabilimento ha suonato in paese per 61 anni, dalle 4 alle 9 volte al giorno", hanno ricordato i promotori e gli organizzatori. "Gli americani di Del Monte scelsero San Felice nel 1961, per i motivi che ancora oggi, dal punto di vista industriale, ci rendono appetibili. Fu un italiano di Roma, tuttora in vita, e non gli americani a causare la chiusura di via Perossaro".

Insomma, l’evento culturale e celebrativo in sé ha riportato a galla il desiderio di rinascita del sito produttivo, per decenni un indiscusso fiore all’occhiello di tutta la filiera agroalimentare emiliana e italiana.

Dal 1961 al 2006 Del Monte ha dato uno stipendio a più di 45mila persone, residenti in 4 province, tra Emilia, Lombardia e Veneto.

"Del Monte ha elargito fondi per molte iniziative a sostegno del territorio", ha ricordato Davide Calanca. È grazie all’immenso archivio di suo padre Giorgio, dirigente dell’azienda, che ha potuto scrivere il libro. "Quel management illuminato ha costruito qui il più grande depuratore industriale d’Europa quando i temi della sostenibilità ambientale erano ancora fantascienza".

Generoso Verrusio

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