LORENZO LONGHI
Cronaca

Sassuolo: difesa a 4, pressing alto e costruzione dal basso

Sono le tre costanti che caratterizzano il neo allenatore dei neroverdi . Questo il gioco nei suoi anni a Bari e Verona e nel triennio vincente di Frosinone.

Fabio Grosso

Fabio Grosso

Sassuolo, 12 giugno 2024 – Al Sassuolo, in termini di idee, non si può certo contestare la mancanza di coerenza, e l’ingaggio di Fabio Grosso in qualità di nuovo allenatore, dal punto di vista della filosofia calcistica, è in qualche modo la conferma della volontà di proseguire in un pensiero di base che la retrocessione non stralcia, e che evidenzia come la scelta di Ballardini sia stata una soluzione emergenziale, anche in termini di identikit personale e principi tattici. Ora, posto che qualsiasi analisi è pura teoria quando ancora il mercato non è ufficialmente cominciato e, di conseguenza, non si conosce l’identità degli interpreti di un determinato tipo di gioco, un excursus sulle precedenti esperienze in panchina del nuovo tecnico ha senso farlo, e permette di valutare almeno tre costanti, prendendo in considerazione le stagioni nelle quali ha avuto più tempo per incidere, ovvero Bari 2017-18, Verona 2018-19 e il triennio di Frosinone, dal marzo 2021 al 2023, in tutti i casi sempre in Serie B. La prima costante, la più evidente, è l’imprescindibilità della difesa a 4, peraltro un canone anche in casa Sassuolo.

Il portale assoanalisti.it nota, nelle difese delle squadre di Grosso, l’inseguimento dell’ampiezza in fase di possesso, mentre senza palla, quando attaccano gli avversari, la marcatura a zona mira a produrre la superiorità numerica con l’aiuto dei centrocampisti, con gli interni di mediana a uomo in fase di non possesso (a Frosinone lo faceva un eccellente Boloca). Solo a Bari, quando era ancora all’inizio dell’avventura, il tecnico aveva provato la difesa a tre, uno step breve ma necessario per arrivare a determinare il sistema prediletto. La seconda costante, ormai classica e decisamente di moda, la costruzione dal basso è anche un marchio di fabbrica con il quale Grosso fa partire l’azione dei suoi. Attenzione però: ciò non significa che le squadre del tecnico romano siano ossessionate dal palleggio, cha ha percentuali rilevanti ma non iperboliche: sfruttando anche i terzini e la ricerca delle ampiezze, il gioco punta ad abbassare e allargare le squadre avversarie, e in questo senso – ma dipenderà dagli interpreti, appunto – il 4-3-3 che ci si aspetta da lui potrebbe anche essere un 4-2-3-1, nel quale i principi tattici tuttavia non cambiano, ma alcuni compiti peculiari sì. La terza costante riguarda, quando gli avversari costruiscono dal basso, il pressing alto di attaccanti e centrocampisti, appunto pensato per schiacciare l’avversario indietro, per costringerlo a cambiare trama e stanarlo: servono, per farlo, sacrificio e durata sul piano atletico, con un apporto di sforzi notevoli per attaccanti e centrocampisti. Ma ne vale la pena, se si vuole essere protagonisti.