JACOPO GOZZI
Cronaca

Disagi all’ospedale di Baggiovara: "Con il ponte chiuso è il caos, molti pazienti sono disorientati"

Viaggio nel nuovo percorso obbligatorio per raggiungere l’interno della struttura, tra scale e cartelli "Una situazione assurda, siamo anche costretti a fare la gimkana per entrare e uscire dal nosocomio".

Disagi all’ospedale di Baggiovara: "Con il ponte chiuso è il caos, molti pazienti sono disorientati"

Disagi all’ospedale di Baggiovara: "Con il ponte chiuso è il caos, molti pazienti sono disorientati"

Sguardi perplessi, espressioni confuse, c’è chi chiede informazioni e chi, invece, perde la pazienza: da una ventina di giorni a questa parte, entrare nell’ospedale civile di Baggiovara è molto complicato.

Dal 22 ottobre, infatti, il ponte di collegamento che dal parcheggio conduce all’ingresso principale dell’edificio è stato chiuso per problemi strutturali. L’Aoul è intervenuta tempestivamente segnalando il percorso alternativo con appositi cartelli e facendo sapere che venerdì scorso è stato presentato il progetto esecutivo: per la messa in sicurezza della struttura, si parla di circa due settimane di lavori che, in ogni caso, dovrebbero terminare entro la fine di novembre. Ancora, l’azienda ha comunicato che, al momento, i pazienti con difficoltà motorie possono entrare dall’ingresso del Pronto Soccorso. Nonostante le indicazioni, sono tante le persone che lamentano difficoltà. In molti casi, si tratta di anziani o pazienti con difficoltà motorie che, una volta arrivati all’ingresso principale, vengono dirottati nel percorso alternativo provvisorio e perdono l’orientamento.

"Sono venuta all’ospedale per effettuare delle visite specialistiche – dichiara Patrizia Ferrari, sessantadue anni – ed è dalle sette di questa mattina che, tra un appuntamento e l’altro, continuo ad andare avanti e indietro per questo tragitto. Posso soltanto immaginare il disappunto di chi si trovi obbligato a percorrere questo slalom accompagnando un paziente in sedia a rotelle. È ormai da un mese che la situazione è così: spero con tutto il cuore che i lavori inizino al più presto".

Effettivamente, arrivando nei pressi del ponte attualmente chiuso, il percorso alternativo è segnalato in modo chiaro e costringe i pedoni a entrare nel parcheggio coperto che, guardando l’ospedale, si trova sulla sinistra. Una volta all’interno del parcheggio, però, le indicazioni non sono precise e, specialmente chi arriva per la prima volta, si trova a proseguire in modo intuitivo.

"Sono leggermente sconcertata – testimonia Vilma Gherardini – perché non riesco a orientarmi: so che da diverse settimane la situazione è così, ma spero che cambi in fretta. In questo momento, sto aspettando che mi vengano a prendere perché non sono ancora riuscita a capire dove devo andare".

C’è anche chi non avverte grosse difficoltà, come il trentanovenne Marco Malagoli: "È la prima volta che vengo all’ospedale da quando il ponte è chiuso, ma mi sembra che i cartelli siano chiari. Sono qui per lavoro e non ho avuto problemi, ma capisco che per molti anziani o persone a mobilità ridotta, questa situazione possa rappresentare un disagio".

"Arrivo da Vignola – lamenta, invece, Felicia De Meo – e sono venuta a Baggiovara per prendere mio marito, reduce da un’operazione. È un’assurdità: come se non fosse già abbastanza difficile orientarsi all’interno dell’ospedale, adesso siamo anche costretti a fare la gimkana per entrare e uscire".

"Per chi frequenta questa struttura – rincara la dose De Meo – i disagi sono molti. Un esempio? Dal mio punto di vista, la mancanza di una copertura nel piazzale che si trova tra l’ingresso principale e il parcheggio è incomprensibile: chi arriva all’ospedale di Baggiovara è esposto alle intemperie durante l’inverno e al caldo torrido in estate. Occorre ricordare che spesso si tratta di anziani o persone fragili".

Ma le difficoltà per chi frequenta l’ospedale civile Sant’Agostino – Estense non finiscono qua: guidando su Stradello Opera Pia Bianchi in uscita dal parcheggio, sulle strisce pedonali nei pressi della prima rotatoria che si interseca con la corsia riservata agli autobus, gli automobilisti devono schivare una buca profonda quasi dieci centimetri. Un’altra situazione che mette a dura prova la pazienza degli utenti della struttura e che, in un luogo così importante e densamente frequentato, richiede un intervento immediato.