Il sindaco Sandro Palazzi
Il sindaco Sandro Palazzi

Modena, 4 dicembre 2018 - Dopo la maxi manifestazione in piazza Verdi, a Finale, «contro la Regione per dire ‘no’ all’ampliamento della discarica di via Comunale Rovere», il sindaco Sandro Palazzi era ‘volato’ a Roma per ribadire davanti al Consiglio dei Ministri la contrarietà non solo dell’amministrazione comunale e dell’opposizione (eccezion fatta per il Pd) ma di tutta la cittadinanza. La decisione, quindi, dell’ampliamento della discarica era passata dalla Regione a Roma.

Questo era stato l’esito dell’ultima riunione della Conferenza dei Servizi, che aveva espresso il suo parere sulla richiesta, avanzata dalla società che la gestisce (Feronia, partecipata di Hera), di riaprire e ampliare la discarica finalese. Ieri, il  Consiglio dei Ministri, forse inaspettatamente dalle previsioni, considerato che tra i fermamente contrari a livello locale e regionale ci sono anche Lega e M5Stelle, ha detto invece di sì. Nella risposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, firmata dal segretario generale Roberto Chieppa, si legge che «il progetto proposto, oltre a risultare strategico per la piena realizzazione del principio di autosufficienza regionale, è tra l’altro diretto proprio a scongiurare possibili inquinamenti delle acque di falda mediante il ricorso alle migliori tecnologie disponibili assicurando ad ogni modo i livelli di sicurezza previsti dalla normativa. Si prevedono altresì specifiche prescrizioni (arginatura di tre metri) per il contenimento del rischio idraulico».

Se per il Comune, l’opposizione, i cittadini, l’Osservatorio Civico ‘Ora Tocca a Noi’, l’ampliamento della discarica comporta l’arrivo di 25 mila tonnellate annue di rifiuti urbani e fino a 125 mila tonnellate annue di rifiuti speciali da tutta la regione, aumentando la famigerata nomea di ‘Finale Polo Pattumiera’, con grande preoccupazione per la salute che, secondo i cittadini, «non può essere compensata con i milioni di euro che la discarica garantirebbe alle casse comunali», il Consiglio dei Ministri dà parere positivo. Nella risposta si legge inoltre che nel corso delle riunioni presso il Dipartimento per il Coordinamento amministrativo del Consiglio dei Ministri, «sia l’Arpa, sia l’Ausl, hanno motivatamente contro dedotto circa il parere negativo del Comune mettendo variamente in luce come non sia emerso alcun nesso causale tra valori metalli pesanti e presenza della iscarica, circostanza quest’ultima confermata anche dal Ministero dell’Ambiente». Sì quindi all’ampliamento.