ANGIOLINA GOZZI
Cronaca

“Finale Emilia, discarica: vengano alla luce le verità nascoste"

Nuova udienza: l'Osservatorio civico chiede il sequestro dell'impianto. Emergono nomi di manager e politici coinvolti. Preoccupazione per lentezza della giustizia.

Il comitato davanti al tribunale

Il comitato davanti al tribunale

Finale Emilia, 13 giugno 2024 – Si è tenuta una nuova udienza del processo sulla discarica di Finale Emilia e, come sempre, l’Osservatorio civico ‘Ora tocca a noi’ ha presenziato con cartelli davanti al Tribunale di Modena per ribadire la sua richiesta di sequestrare l’impianto. "Dopo alcuni frangenti abbastanza imbarazzanti, in cui un avvocato dichiarava di non saper usare un notebook e altre specifiche del caso su notifiche avvenute o meno, finalmente siamo entrati nel vivo dell’esposizione dei fatti – scrive in una nota l’Osservatorio -. Nel racconto dei forestali emergono nomi noti di manager delle utility e di personaggi della politica finalese, che pensavano di salvare il buco di bilancio con l’affare discarica. Questioni già conosciute da chi da anni studia i documenti. Auspichiamo che il processo porti finalmente alla luce le verità nascoste della vicenda e che tutti i cittadini siano finalmente consapevoli delle responsabilità di chi ha voluto pervicacemente che questo progetto fosse realizzato nel nostro territorio, a dispetto della mancata bonifica delle due discariche precedenti, dell’inquinamento delle acque e delle migliaia di irregolarità raccolte dai forestali e dalla procura, portati nelle aule del Tribunale di Modena dal Pm Marco Niccolini". Mentre in aula va avanti il dibattimento, fuori dal Tribunale con altri cittadini, il portavoce dell’Osservatorio Maurizio Poletti esprime la sua amarezza per una giustizia troppo lenta. "Non è accettabile che si convochi un’udienza ogni 4-6 mesi -spiega Poletti -. Di fronte ad un inquinamento conclamato reiterato ed in continuo peggioramento delle acque di un intero territorio causato sicuramente dalle discariche di Finale Emilia, di fronte alla mancanza più totale di una bonifica mai effettuata, davanti alle innumerevoli e palesi violazioni di legge in tutti i procedimenti autorizzativi, mi sento indignato perché queste verità scritte in centinaia di pagine di documenti ufficiali non portano ad una verità giudiziaria che è minacciata dallo spettro della prescrizione. Intanto la megadiscarica incombe sulla nostra terra!".