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5 giu 2022

Dobbiamo aggiornare la didattica

5 giu 2022
vincenzo
Cronaca

Vincenzo

Pacillo*

La stragrande maggioranza delle prove scritte per l’ammissione in magistratura è stata valutata in modo gravemente insufficiente. A mio avviso, a farsi carico del problema dovrebbero essere più le Università che le scuole superiori: è proprio negli atenei che si dovrebbe acquisire la capacità logica di argomentare, anche per iscritto, una tesi di carattere giuridico attraverso l’utilizzo di un linguaggio tecnico appropriato. In questa prospettiva mi pare che le questioni da affrontare siano essenzialmente tre. La prima è legata ai metodi didattici. Generalmente nei corsi di studio in Giurisprudenza si utilizza lo stesso metodo di insegnamento adottato quarant’anni or sono. La lezione classica e l’assenza di prove di esame e di esercitazioni scritte, con conseguente perdita - nel corpo studentesco - delle abilità relative alla redazione di un testo, non mi paiono più adatte a formare giovani di una generazione che è cresciuta in un contesto sociale e scolastico completamente differente. La seconda è legata ad una gerarchizzazione delle discipline ed alla difficoltà dei docenti di farle dialogare tra loro. Aumentando le ore dedicate alle materie professionalizzanti fondamentali e diminuendo quelle riservate alle discipline storiche e culturali si è - quantomeno a mio avviso - reso troppo specialistico l’insieme delle conoscenze acquisite dai neo-laureati. I quali, paradossalmente, si trovano poi a disagio quando devono inquadrare una questione giuridica in una prospettiva di più ampio respiro. La terza riguarda il rapporto tra docente e corpo studentesco. Oggi un lavoro didattico serio richiede tempo, costanza ed attenzioni continue: il docente deve davvero tenere alla sua classe, essere in grado di intercettare, valorizzare ed accrescere le abilità di ciascuno. Certamente questa attenzione peculiare è difficile per le classi dei primi anni. Ma gli esami a scelta e la preparazione della tesi di laurea dovrebbero costituire un momento privilegiato di azione in tal senso.

*Docente Diritto

Ecclesiastico e Canonico

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