Modena, sequestrati farmaci anti-doping. Arrestato un body builder (repertorio Newpress)
Modena, sequestrati farmaci anti-doping. Arrestato un body builder (repertorio Newpress)

Modena, 11 gennaio 2019 - Nelle sale pesi delle palestre di Modena ieri non si parlava che dell’arresto di Enrico Rovatti, il culturista e allenatore carpigiano ammanettato dai carabinieri per spaccio di sostanze dopanti (video). Quello che ha fatto più discutere è la quantità di farmaci proibiti trovati nella sua casa di Soliera: 73.753 confezioni. Un problema, quello del doping nello sport amatoriale, molto diffuso. Gli istruttori perbene, però, chiedono che il caso limite non metta in ombra il lavoro di chi, questo mestiere, lo fa nella legalità. Ne abbiamo parlato con Espedito Pietro Nicotera, personal trainer che lavora al Jolli.

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Nicotera, ha la sensazione che il doping in ambito amatoriale sia diffuso?
«Gli addetti ai lavori sanno che il problema esiste e quello che è successo non mi ha stupito più di tanto. A livello amatoriale l’abuso di sostanze dopanti si sta espandendo sempre di più, molti vogliono emulare gli sportivi più famosi o i modelli che ci propina la società dell’immagine. Si vogliono ottenere risultati, soprattutto estetici, in breve tempo e senza fatica».

Cosa deve fare chi vuole scolpire il fisico?
«Avere pazienza e costanza. Spesso si cerca il risultato il più presto possibile. C’è chi pretende di migliorare la forma fisica in un mese. Invece servono dedizione e sacrificio. E una programmazione che comprenda sia un allenamento serio, affidandosi a un esperto, sia un’alimentazione curata e bilanciata. Una cosa non può escludere l’altra. Non bisogna invece fidarsi di diete spot senza criterio. Ma procedere a piccoli passi».

Quali gli obiettivi più ricercati?
«Di solito l’obiettivo di chi va in palestra è prettamente estetico. Poi ci sono persone che si allenanano per mantenersi in salute».

Qualcuno le ha mai chiesto di consigliargli qualche ‘farmaco’?
«È capitato. Spesso si confondono gli anabolizzanti con gli integratori, c’è confusione e anche ignoranza in materia».

Perché molti scelgono la strada delle sostanze proibite?
«Spesso chi assume sostanze pensa o vuole credere che alternare cicli di anabolizzanti a periodi senza assumerli abbassi i rischi. Questi farmaci si prendono a cicli pensando poi che il corpo si depuri nei momenti di stop. Ma non è così. Il doping crea dipendenza, anche psicologica. E’ difficile smettere perché, una volta sospesi i farmaci, ci si guarda allo specchio e non ci si piace più».

Tutti coloro che fanno culturismo anche a livello amatoriale sono dopati?
«No, non tutti. Ma il corpo non può andare naturalmente oltre certi limiti, quando assume volumi e una definizione esagerata, allora quella persona prende sostanze. Il fatto che esistano ‘gare natural’, la dice lunga».