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16 lug 2022

"Dormono in casolari, auto e garage Oggi i senzatetto sono oltre 400"

Il presidente di Porta aperta Caldana: "Si tratta di stranieri clandestini, diversi tossicodipendenti. E cresce anche il numero di chi prende stipendi così bassi da non potersi permettere una casa"

16 lug 2022
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»
Alberto Caldana (Porta aperta): «I nostri volontari escono due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’»

Per prevenire e contrastare i reati di strada, la diffusione di droga, la prostituzione sono continui i controlli delle forze dell’ordine. Solo giovedì sera i carabinieri e gli agenti della polizia locale hanno passato al setaccio la zona del Tempio, viale Gramsci, via Finzi, via Emilia Ovest e i parchi cittadini, identificando oltre trenta persone ed elevando sanzioni amministrative con relativi ordini di allontanamento, Daspo, nei confronti di due lucciole. Ma è fondamentale, soprattutto per monitorare la situazione in cui vivono i tanti senzatetto, molti dei quali tossicodipendenti che popolano la città e fornire loro supporto il lavoro delle Unità di strada volontarie ma anche ‘professionali.

Il presidente di Porta Aperta, Alberto Caldana spiega come il fenomeno non sia in aumento ma come sia comunque presente e in modo "importante" in città. "La nostra unità di strada è composta da volontari ed esce due notti la settimana per monitorare le zone più ‘note’, dove sono presenti persone senza dimora. Insieme alla cooperativa Caleidos e al Comune gestiamo poi un’attività con da educatori professionali e ce n’è un’altra realizzata dal Sert e gestita sempre da Caleidos, dedicata a persone con tossicodipendenza. Sia il coordinatore della nostra unità volontaria che quello professionale, la cui unità esce anche all’alba mi hanno riferito che ogni volta che escono incontrano mediamente una quarantina di persone nei luoghi che sappiamo essere frequentati da senza dimora".

Hanno registrato un aumento? "Non in questa fase: si era registrato nel primo lockdown a causa di diversi fattori. Ma questa non è tutta la platea dei senza dimora. C’è chi dorme nei garage, nelle auto, in situazioni di fortuna, nei casolari. Lo scorso inverno i servizi pubblici e quelli delle associazioni e cooperative hanno fatto un censimento delle persone conosciute e sono state individuate qruattrocento persone e oltre che vivono in condizioni di estremo disagio abitativo".

La ‘popolazione’ da chi è rappresentata? "Le situazioni sono disparate: molti sono stranieri clandestini che, di conseguenza, non possono usufruire di alcun tipo di servizio che noi forniamo: cibo, ambulatorio, toilette. Poi c’è un’altra parte che vediamo in crescita: persone che hanno un lavoro ma una paga così bassa da non riuscire a pagarsi una casa. Parliamo di persone che lavorano anche otto ore al giorno con mansioni pesanti e che guadagnano al massimo ottocento euro al mese. Poi ci sono le tante persone con dipendenze, in particolare quella da alcol e altre che hanno dipendenze e un disagio psichiatrico. Ci sono anche alcune donne: non sono tante ma sono quelle che vivono il disagio maggiore essendo a rischio. A differenza di quello che molti pensano le persone che vivono in strada hanno paura e le donne soprattutto vivono in condizioni di maggiore fragilità".

Valentina Reggiani

© Riproduzione riservata

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