di Il piano, diabolico, che per mesi hanno realizzato dentro e fuori le aule di scuola non può essere catalogato come semplice ragazzata. Dietro c’era molto di più: la sete di potere, di prevaricazione, di denaro veloce e facile ma, soprattutto, la droga. È dura pensare che ‘i registi’ di un numero impressionante di estorsioni, minacce e aggressioni siano tre amici di 16 e 17 anni all’epoca dei fatti. Tre studenti cresciuti in famiglie normali che per mesi hanno picchiato, ricattato e vessato almeno quattro compagni di scuola oltre ad altre due vittime accertate. Hanno scelto i ragazzi più fragili, li hanno soggiogati mentalmente facendoli vivere nel terrore e riuscendo così a farsi consegnare tra gioielli e contanti almeno 25 mila euro. Parte del denaro pare fosse legato a debiti per ‘fumo’: le vittime acquistavano droga – di hashish o marijuana – dalla baby gang ma non sempre saldavano il conto. A scoprire con un certo stupore e amarezza cosa si nascondesse dentro e fuori le...

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Il piano, diabolico, che per mesi hanno realizzato dentro e fuori le aule di scuola non può essere catalogato come semplice ragazzata. Dietro c’era molto di più: la sete di potere, di prevaricazione, di denaro veloce e facile ma, soprattutto, la droga. È dura pensare che ‘i registi’ di un numero impressionante di estorsioni, minacce e aggressioni siano tre amici di 16 e 17 anni all’epoca dei fatti. Tre studenti cresciuti in famiglie normali che per mesi hanno picchiato, ricattato e vessato almeno quattro compagni di scuola oltre ad altre due vittime accertate. Hanno scelto i ragazzi più fragili, li hanno soggiogati mentalmente facendoli vivere nel terrore e riuscendo così a farsi consegnare tra gioielli e contanti almeno 25 mila euro. Parte del denaro pare fosse legato a debiti per ‘fumo’: le vittime acquistavano droga – di hashish o marijuana – dalla baby gang ma non sempre saldavano il conto. A scoprire con un certo stupore e amarezza cosa si nascondesse dentro e fuori le mura di un istituto superiore di Vignola sono stati i carabinieri della locale tenenza e i militari di Sassuolo che ieri hanno dato esecuzione a tre misure cautelari di collocamento in comunità e permanenza in casa nei confronti di altrettanti minori.

Le accuse a loro carico sono pesantissime: estorsione aggravata e continuata, rapina, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e danneggiamento. Chi sono i tre? Si tratta di una ragazza di 16 anni ora sottoposta a misura cautelare in casa e due compagni di scuola, un albanese oggi appena 18enne e un 17enne che gli affari sporchi li facevano ricattando e malmenando i coetanei, ma anche persone più grandi affette da fragilità psichica.

I militari hanno scoperchiato il vaso di Pandora, scoprendo e documentato numerosi episodi di estorsioni, minacce e violenze a seguito di normali controlli antidroga. Blitz che da tempo le forze dell’ordine portano avanti nelle scuole dell’intera provincia proprio al fine di arginare il fenomeno tra giovanissimi. Le conferme dei gravissimi comportamenti adottati dal trio sono emerse in particolare dalle chat dei ragazzi: attraverso i messaggi whatsapp, infatti, la baby gang minacciava i coenatei.

Non solo: per garantirsi i guadagni il trio avrebbe anche minacciato una delle vittime di mettere in rete un video che la ritraeva senza veli. Filmati a sfondo sessuale che avrebbero fatto il giro delle classi se la persona in questione non si fosse piegata alle loro richieste: cyberbullismo a tutti gli effetti che dimostra la pericolosità, spesso, del facile accesso, da parte dei minori, a strumenti informatici e telefonini di ultima generazione. L’indagine dei militari ha preso il via all’inizio dell’anno scolastico: i carabinieri si sono resi conto che, all’interno dell’istituto scolastico, qualcuno cedeva stupefacenti ai minorenni. Quando gli uomini dell’Arma sono riusciti a chiudere il cerchio attorno ai pusher, hanno scoperto tutto il resto... Sei vittime, quelle accertate fino ad ora, che per mesi hanno subito minacce di morte, pestaggi all’esterno dell’istituto scolastico e insulti di ogni genere dalla insospettabile studentessa e dai due complici. Nel mirino della gang erano finiti infatti quattro compagni di scuola, alcuni di appena quindici anni ma anche un 22enne del paese ed un 37enne affetto da disagio psichico. Un comportamento ancor più grave quello adottato dai minorenni nei confronti dell’uomo che, proprio per le condizioni di salute, non è stato in grado di adottare alcun strumento per potersi difendere.

Le accuse parlano di una baby gang spietata che costringeva le vittime a consegnare appunto denaro e gioielli. Perchè sulla chat correvano anche minacce di morte non solo verso le stesse vittime, ma anche nei confronti dei familiari di queste ultime. In un’occasione, infatti, i militari hanno accertato come il branco avesse danneggiato l’auto dei genitori di uno dei ragazzi vessati. In un’altra uno dei minori era stato rapinato del telefonino: per restituirglielo la baby gang si è fatta consegnare parecchio denaro: estorsori a tutti gli effetti e frse poco consapevoli della gravità degli atti commessi. Nel corso dei mesi – sarebbero tantissimi gli episodi documentati – il trio è riuscito a farsi consegnare complessivamente dalle sei vittime 25mila euro. Soldi e preziosi che, in particolar modo gli studenti minorenni, erano obbligati addirittura a rubare nelle proprie abitazioni, all’insaputa dei genitori. Pare infatti che mamme e papà siano rimasti a lungo all’oscuro di tutto: non è facile confessare di essere diventati preda di bulli spietati, soprattutto se in alcune occasioni si è fatto uso di stupefacenti o si è protagonisti di filmati a sfondo sessuale. La paura in primis e poi la vergogna ha costretto al silenzio le vittime, fino a che non sono intervenuti i carabinieri che hanno assicurato alla giustizia i responsabili. Le indagini ora continuano al fine di individuare eventuali altri componenti del gruppo o ricettatori.