Stefano Betti è stato confermato presidente di Ance Emilia Romagna. L’assemblea dei rappresentanti territoriali emiliano-romagnoli dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha eletto all’unanimità il presidente uscente per un secondo mandato fino al 2024. "A inizio anno la nostra analisi congiunturale mostrava timidi segnali di ripresa che ora devono fare i conti con uno scenario molto preoccupante – evidenzia il presidente di Ance –. La grandissima parte dei cantieri è rimasta chiusa per due mesi con perdite di fatturato che si stimano al momento tra il 20 e il 25%. In un contesto estremamente complesso...

Stefano Betti è stato confermato presidente di Ance Emilia Romagna. L’assemblea dei rappresentanti territoriali emiliano-romagnoli dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, ha eletto all’unanimità il presidente uscente per un secondo mandato fino al 2024. "A inizio anno la nostra analisi congiunturale mostrava timidi segnali di ripresa che ora devono fare i conti con uno scenario molto preoccupante – evidenzia il presidente di Ance –. La grandissima parte dei cantieri è rimasta chiusa per due mesi con perdite di fatturato che si stimano al momento tra il 20 e il 25%. In un contesto estremamente complesso come quello attuale il nostro settore è sempre più strategico per rilanciare l’economia dell’Emilia-Romagna. Da sole le costruzioni rappresentano oltre il 20% dell’economia regionale ma coinvolgono una filiera lunga che tocca l’80% dei settori economici, generando direttamente ricchezza sui territori".

"Per ripartire davvero bisogna avviare subito un piano attuabile di efficienza della pubblica amministrazione – contnua Betti – Abbiamo collaborato in modo proficuo con la Regione e gli enti locali. Ci auguriamo di proseguire e di trovare ascolto e risposte su questioni annose che ora sono cruciali per la sopravvivenza del settore. Mi riferisco innanzitutto al problema del credito che attanaglia le nostre imprese da anni: chiediamo con forza che la pubblica amministrazione onori i propri debiti con il pagamento dei lavori pubblici. Il decreto Rilancio rappresenta un primo passo in questa direzione ma occorre fare presto per dare alle aziende la liquidità che legittimamente attendono".

Betti parla anche di semplificazione che "è vitale, per poter ripartire davvero riducendo tempi e costi e liberare le energie delle imprese, lo snellimento delle pratiche burocratiche che sono in mano a più soggetti deputati ad autorizzare un intervento". Bisogna, per Ance, "tagliare i tempi morti e le procedure che stanno a monte delle gare, eliminando i vincoli burocratici e i troppi centri decisionali" e "puntare sul ruolo strategico delle città e sulla loro rigenerazione sostenibile". Riconoscere la pubblica utilità della rigenerazione "è il primo passo per realizzarla, iniziando davvero a risolvere i problemi del degrado, dellinquinamento e delle strutture obsolete. Bisogna demolire e ricostruire, secondo un programma ben chiaro e concreto di innovazione e trasformazione delle città nel loro insieme". La grande occasione dell’ecosisma bonus e la messa in sicurezza dei territori Il decreto Rilancio contiene misure che aprono potenzialità molto interessanti per l’edilizia". “

Riguardo al bonus al 110% Betti ritiene che possa rappresentare "un volano importante per il nostro settore e per la lunga filiera che esso traina. Tutto dipenderà però da come i decreti attuativi metteranno a terra quella che è sicuramente una buona intuizione". Occorre però ricordare che Ance rappresenta anche costruttori di infrastrutture: ci sono grandi opere pensate da anni che ancora non hanno visto l’apertura di un cantiere. È il momento per accelerare anche in questa direzione".