di Valentina Reggiani Lo scorso gennaio un sopralluogo della polizia aveva messo in luce come quel capannone si fosse trasformato in una vera centrale dello spaccio. Parliamo dell’ex showroom della Termosanitaria Corradini in via Ruffini dove gli agenti avevano colto nel sonno una decina di persone, ammanettandone quattro. Gli stranieri, che avevano ‘arredato’ con materassi luridi la struttura ma, soprattutto, avevano trasformato i locali in laboratori per il confezionamento delle dosi, erano stati infatti trovati in possesso di parecchia droga. Nonostante l’edificio sia stato più volte...

di Valentina Reggiani

Lo scorso gennaio un sopralluogo della polizia aveva messo in luce come quel capannone si fosse trasformato in una vera centrale dello spaccio. Parliamo dell’ex showroom della Termosanitaria Corradini in via Ruffini dove gli agenti avevano colto nel sonno una decina di persone, ammanettandone quattro. Gli stranieri, che avevano ‘arredato’ con materassi luridi la struttura ma, soprattutto, avevano trasformato i locali in laboratori per il confezionamento delle dosi, erano stati infatti trovati in possesso di parecchia droga. Nonostante l’edificio sia stato più volte sgomberato; resta comunque abitato da tossicodipendenti e spacciatori tanto che i residenti alzano la voce, chiedendo che si intervenga al più presto. I capannoni, abbandonati dopo il fallimento dell’azienda nel 2015, ospitano infatti numerosi stranieri che, addirittura, sono riusciti a cambiare la serratura di una porta che affaccia su via Cesare Costa per entrare indisturbati nella struttura. Altri, invece, si intrufolano nella stessa durante la notte, passando da via Ruffini. Le ‘camere da letto’, dove sono stati posizionati tra i rifiuti sei materassi, le hanno organizzate al piano di sopra, negli uffici mentre altri locali vengono utilizzati come toilette a cielo aperto. Ci sono poi vari box, quelli una volta utilizzati per le esposizioni dove i pusher tagliano e confezionano la droga.

C’è infine una sorta di sala da pranzo: gli abusivi con cavalletti e tavole hanno approntato un tavolo. A denunciare la pericolosa situazione sono ancora una volta gli abitanti di via Cesare Costa: "Il degrado all’interno dei capannoni ormai in disuso da oltre 5 anni sta aumentando – lamentano - malgrado gli interventi delle forze dell’ordine dietro ripetute segnalazioni dei cittadini, esasperati anche per le collutazioni con feriti fra gli spacciatori. Se prima i frequentatori e spacciatori forzavano la rete del campo sportivo limitrofo per entrare, ora sono in possesso di chiavi per l’accesso tramite le vetrate che si affacciano su via Costa. Viene ovviamente da chiedersi chi le abbia loro fornite – spiegano - e se il curatore fallimentare, che dovrebbe curare la tutela dello stabile per conto dei creditori, abbia già provveduto ad inoltrare la denuncia di effrazione e utilizzo da parte di giovani clandestini alle forze dell’ordine per un intervento definitivo. Per un intervento ancora più risolutivo, sarebbe opportuno controllare la ciclabile che separa le case di via Cesare Costa dal comparto ex Maserati’. Infatti secondo i residenti in quel punto gli spacciatori ricevono gli ordinativi da parte dei clienti e ‘distribuiscono’ le dosi dando vita ad un via vai continuo. "Sappiamo benissimo come si possano sentire le forze dell’ordine quando vedono poi vanificato nel giro di qualche ora il loro operato contro lo spaccio – concludono i residenti - però anche i cittadini avrebbero diritto ad essere tutelati e non vedere una parte del territorio modenese diventare una zona franca".