IMPRIMETE bene nella memoria le immagini che vedete in questa pagina prima che il Goya venga definitivamente abbattuto. La demolizione è prevista entro la fine dell’estate. A offrire alla storia gli ultimi scatti è stato Simone Ricci, un affezionato sassolese che negli anni ’90 frequentava il sabato e la domenica il locale e ha chiesto alla proprietà di visitare e fotografare l’interno della discoteca che ha fatto ballare almeno tre generazioni di sassolesi e non solo. «Per qualcuno sono solo...

IMPRIMETE bene nella memoria le immagini che vedete in questa pagina prima che il Goya venga definitivamente abbattuto. La demolizione è prevista entro la fine dell’estate. A offrire alla storia gli ultimi scatti è stato Simone Ricci, un affezionato sassolese che negli anni ’90 frequentava il sabato e la domenica il locale e ha chiesto alla proprietà di visitare e fotografare l’interno della discoteca che ha fatto ballare almeno tre generazioni di sassolesi e non solo. «Per qualcuno sono solo metri cubi di cemento armato senza più vita – ha scritto introducendo il suo reportage su Facebook (dove sono visibili le altre foto) – Per qualcun altro si tratta di un ecomostro da cancellare in nome del nuovo che sostituisce il vecchio. Per molte generazioni questo edificio è una testimonianza di tempi floridi, di benessere e di divertimento, di socializzazione e di spensieratezza».

La sensibilità popolare chiede che almeno vengano salvaguardate le insegne storiche, che nel tempo potranno anche diventare parte del patrimonio culturale della città. Uno dei soci proprietari, oltre che fondatore e gestore del locale, Mario Boni su questo è disponibile: «Mi hanno contattato alcuni gestori di discoteche della zona, interessati alle insegne. È giusto recuperarle». Boni, 84 anni ben portati, ricorda le origini negli anni ’80. «All’inizio era nato come musical, tipo il Moulin rouge di Parigi, e si chiamava ‘Fumetto’, dove però non si ballava, da noi invece sì. Dopo neanche un anno però ci siamo resi conto che così non sarebbe potuto durare e l’abbiamo convertito in discoteca. Prima di chiamarsi Goya, si chiamava Piccadilly, infine Matrix. Tra i tanti eventi ospitati, ricordo che si svolse anche un ‘Fantastico 3’: è stata per anni la discoteca più importante del territorio, figlia del Picchio Rosso di Formigine, a sua volta figlia del Picchio verde di Carpi fondato sempre dal sottoscritto».

Il locale di via Indipendenza ha dovuto chiudere nel 1997-98, travolto dai tempi che cambiavano e dalle innumerevoli piste da ballo che si aprivano intorno: «Non ce la facevamo più a rientrare nelle spese, la demolizione addolora ma è inevitabile». L’accordo con l’amministrazione prevede che la proprietà (Sir Due) avrà a disposizione 14.500 metri quadri edificabili, mentre il Comune riceverà gratuitamente una superficie di 21mila metri quadri. (più parcheggio). L’intesa contempla poi un’ulteriore cessione gratuita al Comune di un’area di 110mila metri quadri da destinare a parco.

Gianpaolo Annese

Stefano Fogliani