Le esportazioni di Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti sono praticamente dimezzate nei due mesi successi all’entrata in vigore dei dazi, previsti dal 18 ottobre . È quanto emerge da una analisi di Coldiretti, divulgata in occasione della nota del dipartimento del Commercio Statunitense. Una nota che conferma, per...

Le esportazioni di Parmigiano Reggiano negli Stati Uniti sono praticamente dimezzate nei due mesi successi all’entrata in vigore dei dazi, previsti dal 18 ottobre . È quanto emerge da una analisi di Coldiretti, divulgata in occasione della nota del dipartimento del Commercio Statunitense.

Una nota che conferma, per l’Italia, l’applicazione di tariffe aggiuntive del 25% su circa mezzo miliardo di euro di esportazioni di prodotti agroalimentari nazionali come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori, a causa della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue.

Dopo i dazi, le esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono crollate, rispetto all’anno precedente, del 54% a novembre e del 43% in dicembre. «Un impatto pesante anche se, almeno per i prossimi 120 giorni, – spiega il presidente di Coldiretti Ettore Prandini - l’importante lavoro diplomatico che è stato svolto ha scongiurato la minaccia del presidente Donald Trump di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy. Gli Stati Uniti sono il principale mercato di sbocco dei nostri prodotti fuori dai confini comunitari e il terzo a livello generale dopo Germania e Francia. Occorre riprendere la via del dialogo ma anche attivare al più presto aiuti compensativi per i settori colpiti e che per l’Italia rappresentano in valore più del 10% del totale delle esportazioni».