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21 mar 2022

"Facciamo la spola con cibo e farmaci"

’Time4life’ parte ogni giovedì verso il confine, al gruppo si è aggregato anche lo scrittore De Luca

Elisa Fangareggi di ’Time4life’ con Erri De Luca
Elisa Fangareggi di ’Time4life’ con Erri De Luca
Elisa Fangareggi di ’Time4life’ con Erri De Luca

L’emergenza continua così come la macchina della solidarietà. Secondo i dati delle prefetture sono circa 13mila i profughi ucraini arrivati in Emilia-Romagna, 1.697 nella nostra provincia di cui 45 nella rete Cas. Mentre tante famiglie modenesi si sono rese disponibili ad aprire le porte delle proprie case a mamme e bambini, ‘la squadra’ di Time4life è rientrata dalla sua seconda missione al confine con l’Ucraina, dove i volontari hanno portato tantissimi generi alimentari. "Siamo partiti insieme ad un gruppo di quaranta volontari – spiegano la responsabile Elisa Fangareggi e Roberto Valenti – con un ospite d’eccezione, lo scrittore Erri De Luca – Ora siamo rientrati in Italia ma presto ripartiremo. Siamo arrivati a Sighet, città della Romania al confine con l’Ucraina, venerdì intorno all’una e per la seconda volta, dopo la prima missione della scorsa settimana. Si tratta di un paesino al nord della Romania e al confine dell’Ucraina – continuano Fangareggi e Valenti – e ci siamo arrivati con una dozzina di mezzi carichi di tutto: generi di prima necessità, prodotti per assistenza all’infanzia, medicinali". I responsabili dell’associazione spiegano come non vi siano al confine campi allestiti per l’accoglienza: "Supportiamo sul posto strutture esistenti, riconvertite per l’accoglienza dei profughi. Tantissimi quelli che arrivano soprattutto la notte – raccontanto ancora – Molti sono diretti proprio in Italia ma anche in tanti altri Paesi europei. Il nostro aiuto è indirizzato in particolare ad una struttura retta da suore cristiano cattoliche che accolgono bimbi orfani da sempre e che si è ampliata ospitando famiglie composte da madri e bambini – spiegano ancora – poi ci siamo appoggiati ad una congregazione di frati francescani e ad una struttura interamente convertita per l’accoglienza di mamme e bambini, che abbiamo rifornito di tutti i generi che abbiamo portato. Poi ci siamo dedicati alla distribuzione capillare a tutte le famiglie di somme di denaro per portare il viaggio a termine con almeno una doccia e un pasto caldo. Le mamme - spiegano - erano impegnate ad inventarsi una specie di normalità per i bambini. Mamme e bambini sono arrivati con mezzi di fortuna e spesso hanno attraversato la frontiera a piedi, camminando per ore. Teniamo presente che le temperature sono passate da -12 della scorsa settimana a qualche grado sotto lo zero di questa. Torneremo il 27 marzo e il 10 aprile con ulteriori due missioni".

v.r.

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