Modena, 26 marzo 2019 - Falsi esami di idoneità linguistica italiana per stranieri: la Polizia di Stato ha arrestato cinque persone per corruzione e truffa. Si tratta di tre italiani, uno in carcere e due ai domiciliari, un marocchino e un tunisino (anche questi ultimi ai domiciliari), accusati a vario titolo dei reati di corruzione, falsità ideologica, truffa, contraffazione di documenti necessari al fine di determinare il rilascio di carta di soggiorno per lungo periodo e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

L’attività d’indagine della Squadra Mobile modenese - diretta dalla Procura di Modena, in particolare dalla dottoressa Graziano - nella quale risultano indagate altre 25 persone, ha fatto luce su un sistema che faceva capo ad un “Centro di Formazione Linguistico” accreditato presso l’Università per Stranieri di Perugia, per il conseguimento, a seguito d’esame, dell’attestato di conoscenza della lingua italiana da parte dei cittadini stranieri che ne facevano richiesta, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno di lungo periodo.

Esame che, attraverso telecamere installate dai poliziotti della Squadra Mobile, si è dimostrato essere assolutamente fittizio visto che gli stranieri venivano forniti delle risposte già compilate da cui copiare o comunque venivano aiutati dalla commissione compiacente.

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Un giro di affari da due milioni di euro che, nelle sedi d’esame sparse in varie città del nord Italia, fra Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, ha coinvolto più di 6000 stranieri i quali, a fronte di svariate centinaia di euro - dalle 400 alle 700 a persona, come spiega il comandante della squadra mobile di Modena Salvatore Blasco (video) - richiedevano e ottenevano, pur non ricorrendone i requisiti, l’ambito certificato “CELI” (certificato di lingua italiana) da cui è derivato il nome dell’Operazione di Polizia.

Salvini: "Altro che Ius soli"

"Falsificavano gli esami per concedere agli immigrati falsi attestati di conoscenza della lingua italiana, così da ottenere i permessi di soggiorno. Altro che ius soli e cittadinanze in regalo - ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini -, in Italia servono regole, controlli e rispetto. Grazie alle Forze dell'Ordine!".