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21 giu 2022

Farina e burro a peso d’oro "Così i panifici rischiano"

L’allarme di Cna Alimentare che parla di aumenti speculativi dei prezzi: "Aiuti? Ben vengano, ma il numero dei prodotti coinvolti è davvero notevole"

21 giu 2022
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane
Un’immagine generica di un addetto alla vendita del pane

Il burro ha fatto segnare un’impennata del 117%, la farina del 94,6%, la semola del 106%, lo strutto del 180%. E i costi di gestione sono cresciuti di oltre il 50%. Sono solo alcuni degli insostenibili aumenti delle materie prime registrati da panifici modenesi, aumenti che peraltro coinvolgono anche altri negozi di produzione agroalimentare, visto che riguardano altri prodotti di uso comune come l’olio, il pomodoro, le uova. Si parla, quindi, di un aumento generalizzato che va ben oltre quello della sola energia (già di per sé considerevole), al punto che che un panificio con cinque dipendenti è passato da una spesa media mensile di 13mila agli attuali 20mila euro.

Si è così creata una situazione che penalizza le attività di vicinato rispetto alla grande distribuzione, in grado di spuntare prezzi migliori ed ’annegare’ gli aumenti in spese di più alto importo. "Non sappiamo – dice Marcello Benetti, responsabile di Cna Alimentare – quanto possa continuare questa situazione. Già oggi molti titolari hanno rinunciato alle proprie remunerazioni per pagare dipendenti e fornitori, ma si tratta di una situazione di emergenza che, ovviamente, non può durare. Crediamo che saranno diversi i panifici, le gastronomie, le rosticcerie che dopo l’estate saranno costrette a fare scelte difficili, che vanno dai licenziamenti alla chiusura, se non arriveranno provvedimenti in grado di interrompere una catena di aumenti che sembra inarrestabile e che in tanti casi non si può spiegare se non con comportamenti speculativi". Senza l’intervento di misure adeguate, infatti, questa estate può diventare critica per i lavoratori della piccola e media impresa.

"È chiaro – continua Benetti – che ogni aiuto, che sia fiscale o di compensazione dei prezzi dell’energia, è benvenuto, ma il numero di prodotti coinvolti dalla spirale degli aumenti e la portata di questi ultimi, rende questi stessi aiuti insufficienti". In questa situazione tra gli operatori si respira tanto scoramento ed altrettanta paura. Non per questo manca la consapevolezza riguardo le circostanze attuali, "siamo consapevoli – conclude Benetti – che questi aumenti sono determinati da meccanismi molto grandi e complessi, che spesso volano ben sopra le nostre teste, ma chiediamo che il governo si impegni ancora di più sul fronte della tassazione degli extraprofitti che si generano attraverso queste speculazioni". Un probelma che infine si riversa anche sui consumatori, con conseguenze devastanti. È ben noto in fatti il boom dell’inflazione a Modena (+7,1%), che supera quello nazionale, come riportato da Federconsumatori. È necessario agire, per evitare, o quantomeno contenere, la situazione attuale

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