L’operazione è stata condotta dalla finanza, coordinata dalla procura

Modena, 13 marzo 2018 - Hanno ottenuto i fondi per la ricostruzione post sisma pur non avendone diritto: sono stati dunque denunciati per truffa e falso, in concorso, sia il proprietario dei fabbricati per i quali era stato chiesto l’accesso alle risorse pubbliche che il professionista incaricato di redigere la perizia. L’operazione è stata condotta dalla finanza in sinergia con la Struttura Commissariale della Regione.

Dopo l’operazione “Earthquake”, che nel mese di aprile del 2016 aveva consentito di disarticolare una vera e propria associazione per delinquere portando all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare ed al sequestro di un patrimonio del valore stimato di circa 4,3 milioni di euro, le Fiamme Gialle modenesi hanno così hanno individuato ulteriori frodi ed indebite percezioni di contributi destinati alla ricostruzione a seguito del terremoto 2012. I controlli e le indagini avviate dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, coordinate dalla Procura, si sono concentrate sui beneficiari proprietari di costruzioni rurali, più volte al centro delle cronache quali immobili che per le loro caratteristiche intrinseche si presterebbero maggiormente ad abusi e truffe perché di fatto già inagibili ed abbandonati in epoca antecedente ai giorni del sisma.

Le fiamme gialle hanno così individuato, tra gli altri, il titolare di un’azienda agricola che ha ottenuto indebitamente la concessione di contributi per un importo di oltre 500.000 euro per la ricostruzione di due fabbricati rurali, dichiarando falsamente che gli stessi erano funzionali alla ripresa dell’attività produttiva dell’intera impresa in quanto utilizzati come deposito per macchinari agricoli quando, nella realtà, ciò che vi era ivi depositato era ormai in disuso. Oltre all’uomo sono stati denunciati anche i due professionisti incaricati della redazione delle perizie.

Ma le fiamme gialle hanno scoperto anche altre truffe, denunciando complessivamente 9 persone per l’utilizzo illecito di fondi per oltre due milioni di euro