UN FIUME di matricole, ieri mattina, si è riversato nel Centro Servizi Didattici della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Sono 1.133 i candidati che si sono presentati per sostenere il test di ammissione ai 12 corsi di laurea triennale che Unimore ha messo a disposizione nell’ambito delle Professioni Sanitarie. Un incredibile numero di aspiranti operatori sanitari, quindi, che seppure sostanzialmente in linea con l’anno passato, rimane di molto superiore alla reale offerta di posti (solo 463, infatti, quelli disponibili, di cui 38 destinati agli...

UN FIUME di matricole, ieri mattina, si è riversato nel Centro Servizi Didattici della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Sono 1.133 i candidati che si sono presentati per sostenere il test di ammissione ai 12 corsi di laurea triennale che Unimore ha messo a disposizione nell’ambito delle Professioni Sanitarie. Un incredibile numero di aspiranti operatori sanitari, quindi, che seppure sostanzialmente in linea con l’anno passato, rimane di molto superiore alla reale offerta di posti (solo 463, infatti, quelli disponibili, di cui 38 destinati agli studenti stranieri extra UE). E il motivo di una tale mole di richieste è, in parte, da attribuire ai lusinghieri giudizi del Censis sui corsi in Professioni Sanitarie di Unimore (che si è vista assegnare la prima posizione per quanto riguarda la qualità didattica in questo ambito di studi).

«Si tratta di un onore per noi, – ha dichiarato la professoressa Gilda Sandri, a capo della Commissione esaminatrice – ma anche di un onere, perché gestire così tanti studenti non è affatto facile». Ciononostante, Unimore ha saputo rispondere con un’impeccabile organizzazione, mettendo a disposizioni 12 aule (compresa l’aula magna) e ben 150 persone impegnate a garantire il corretto svolgimento dei quiz. E così, mentre futuri infermieri, terapisti occupazionali e fisioterapisti se ne stavano ricurvi sui banchi del Centro Servizi, impegnati a rispondere in 100 minuti a 60 domande a risposta multipla, fuori tutto procedeva come sempre. O quasi. Perché a ben guardare, lì intorno si aggiravano, come tifosi di un match a porte chiuse, genitori e parenti degli esaminati. C’era chi veniva dalle provincie di Modena e Reggio Emilia, e anche chi arrivava da altre città dell’Emilia-Romagna. O addirittura chi a Modena era giunto dopo un lungo viaggio da regioni lontane. Come Edi, arrivata in macchina da Lecce con il marito, che con un misto di orgoglio e preoccupazione ha spiegato: «Sono qui per mia figlia. Ha appena affrontato il test di medicina qui a Modena, e adesso prova le professioni sanitarie, per avere un piano B, perché non si sa mai come andrà».

Sono stati molti, infatti, i candidati che hanno ripiegato su questo test in attesa dei risultati di Medicina. Così come molti (circa il 17% del totale) sono quelli che ci hanno riprovato per il secondo anno consecutivo. Per cui la prova di ieri è stata affollatissima, e per questo motivo particolarmente selettiva (2,8 i candidati per ogni posto disponibile). La lotta sarà quindi accesa, soprattutto per riuscire ad accedere ai corsi di laurea in fisioterapia (un posto ogni dodici candidati), dietistica (uno ogni otto) e logopedia (uno ogni sette). Adesso, non resta che l’incertezza dell’attesa. Con la certezza, però, che Unimore sarà pronta a formare i professionisti del futuro.