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7 giu 2022

"Fondazione Arti Visive, una sfida che punta all’integrazione con Ago"

La nuova presidente di Fmav, Donatella Pieri, pensa al futuro con lo sguardo rivolto al Sant’Agostino: "Questa collaborazione rappresenterà un modello di organizzazione artistica per le altre città"

7 giu 2022
stefano luppi
Cronaca

di Stefano Luppi

"È una sfida e ho passato il primo mese e mezzo dalla mia nomina a leggere tutti i verbali dei primi tre anni di lavori alla Fondazione Modena Arti Visive - Fmav. Ho visto proposte di qualità, perciò proseguiremo con l’assetto attuale integrandoci sempre più in attesa sia pronto Ago-Fabbriche culturali al Sant’Agostino. Alla fine, ne sono certa, questa integrazione rappresenterà un modello di organizzazione artistica per le altre città". Donatella Pieri, neo presidente dell’ente che riunisce Galleria Civica, Museo della figurina e Fondazione Fotografia per la prima volta spiega in una intervista come intende "governare" l’importante realtà di arte contemporanea.

Pieri, come ha annunciato ieri il presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli, è anche divenuta di recente coordinatrice nazionale della commissione cultura di Acri che riunisce le 88 fondazioni di origine bancaria italiane. Inoltre l’esperta di musica, con laurea in architettura, attualmente è nei cda di Fondazione di Modena e teatro Pavarotti-Freni, presidente del Vecchi Tonelli e docente del conservatorio G.B. Martini di Bologna.

Presidente, ora questa nuova nomina da parte dei soci di Fmav, Comune ed ente ex cassa...

"Sì, la segnalazione è arrivata dall’amministrazione e dalla fondazione e ne sono stata molto lieta anche se non le nascondo che si tratta di un percorso non semplice. Sarà un lavoro sfidante in direzione Ago, un processo di integrazione ancora ovviamente non risolto e che va costruito".

Cosa intende fare a Fmav?

"I fronti aperti sono tanti, c’è il settore espositivo, ma è molto importante anche la scuola di alti studi poiché siamo uno dei pochi enti artistici ad averla. Inoltre stiamo già facendo riunioni per valorizzare il patrimonio in gestione alla Fondazione Arti Visive, per operare sulla ricerca artistica e per la comunicazione. Si tratta di ambiti interconnessi anche perché il mondo nel frattempo corre: la scuola di fotografia è nata dieci anni fa, pensi com’è cambiato da allora il panorama".

Lei è nel cda di Fondazione di Modena, socio fondativo di Fmav, ciò faciliterà il suo lavoro?

"Il nostro percorso è già avviato e, puntando ad Ago, Fmav collabora con Fem e DHMore, già presenti nell’ex ospedale in corso di restauro. Comunque penso che ciò aiuti per velocizzare lo scambio di informazioni, penso ad esempio al collega Anselmo Sovieni, nel cda di Fondazione e a sua volta al Festival Filosofia. Ci capiamo al volo".

Ha già immaginato un programma espositivo?

"Il precedente consiglio presieduto da Gino Lugli ha lasciato un programma per tutto l’anno, più o meno definito. Noi stiamo lavorando sul 2023, senza dimenticare le media arts e presto ci saranno informazioni. Per ora posso dire che tutto il personale lavora e collabora con grande intensità".

Siete l’unico ente che non ha un direttore, pensa di nominarne uno?

"Penso che il tema si proporrà quando arriverà l’integrazione con Ago, per ora ogni responsabile di settore lavora benissimo e li coinvolgiamo nel cda a seconda dei temi che trattiamo riunendoci almeno una volta al mese".

Spesso le mostre di Fmav non sono molto visitate, non crede?

"Dobbiamo crescere e abbiamo l’obiettivo di formare nuovo pubblico, però non derogando dalla qualità. Vanno bene i numeri certo, senza dimenticare la didattica: per questo siamo fieri dei 6mila studenti coinvolti".

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