ll suo rapimento ha tenuto per giorni interi la Francia col fiato sospeso. L’intuito degli uomini della squadra mobile ha permesso di porre fine all’incubo di una mamma francese di origini tunisine alla quale era stato sottratto il bambino, rapito dal patrigno, un connazionale di 33 anni. Il piccolo, due anni e mezzo, lo scorso 19 gennaio...

ll suo rapimento ha tenuto per giorni interi la Francia col fiato sospeso. L’intuito degli uomini della squadra mobile ha permesso di porre fine all’incubo di una mamma francese di origini tunisine alla quale era stato sottratto il bambino, rapito dal patrigno, un connazionale di 33 anni. Il piccolo, due anni e mezzo, lo scorso 19 gennaio era infatti scomparso improvvisamente dal territorio francese e il 24 gennaio è stato rintracciato a Modena assieme allo straniero. A quanto pare il tunisino in passato aveva cercato di vedersi riconosciuta la paternità del bimbo, ma la madre aveva sempre affermato che era nato da una precedente relazione. Da qui, probabilmente, la pianificazione e l’arrivo a Modena, in treno, dove lo straniero avrebbe avuto una rete di conoscenze. La notizia del rapimento del piccolo era apparsa subito sui social network francesi e subito dopo è scattata l’allrta. La denuncia della mamma, terrorizzata dal fatto che al piccolo potesse capitare qualcosa, era scattata immediatamente e ovviamente nei confronti nell’uomo era stato emesso un mandato di arresto dalle autorità francesi-

Il 22 gennaio, il servizio centrale operativo della Polizia aveva informato la Squadra Mobile della possibile presenza dell’uomo proprio qui: lo straniero era stato intercettato attraverso un’utenza telefonica che aveva in uso e che lo geo-localizzava nella zona della stazione. Immediatamente gli investigatori hanno attivato un servizio di positioning e il piccolo è stato rintracciato insieme al patrigno, fortunatamente in buona salute. L’uomo è è stato portato in carcere su mandato di arresto europeo mentre il bambino è stato affidato ad una comunità in attesa dell’arrivo della madre.

Valentina Reggiani