Modena, 30 settembre 2017. Emozionato e anche commosso, monsignor Giacomo Morandi, 52 anni, già vicario generale dell'arcidiocesi di Modena e arciprete del Duomo, oggi pomeriggio è stato ordinato arcivescovo durante una cerimonia solenne nel Duomo di Modena. Alle 17.10 ha ricevuto l'imposizione delle mani, l'unzione e la mitria. Nelle scorse settimane, Papa Francesco ha infatti scelto monsignor Morandi come nuovo segretario per la Congregazione per la Dottrina della fede, al posto di monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, che a sua volta è stato promosso prefetto dell'importante dicastero vaticano. Per Monsignor Morandi, che da due anni era sottosegretario della Congregazione, si tratta dunque di una nuova, gravosa responsabilità: contestualmente, il Papa lo ha nominato arcivescovo titolare di Cerveteri. La cerimonia per l'ordinazione episcopale non poteva che tenersi nel Duomo di Modena, dove Giacomo Morandi è stato battezzato e dove ha percorso tutta la strada della sua formazione religiosa.

Al rito solenne hanno partecipato 150 sacerdoti (80 dei quali della diocesi di Modena) e più di 15 vescovi, con il cardinal Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero. Fra le autorità anche l'onorevole Matteo Richetti e il senatore Carlo Giovanardi, il prefetto di Modena Patrizia Paba e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Aprendo la cerimonia, monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena, ha ricordato le radici di monsignor Morandi e gli ha espresso la sua gratitudine. «Io ti ho conosciuto come amministratore diocesano e successivamente come vicario generale di Modena Nonantola, e ho apprezzato immediatamente la tua preparazione e le tue doti – ha detto - . L'inutile protesta verso la Santa Sede che ti chiedeva al suo servizio, due anni fa, produsse l'effetto contrario: più protestavo, menzionando le tue capacità, e più Roma deduceva che aveva scelto proprio la persona giusta». La diocesi ha donato a monsignor Morandi la Croce di San Geminiano, e don Erio ha aggiunto l'anello con la stessa croce.

Monsignor Angelo De Donatis, nella sua omelia, ha evidenziato che la missione di don Giacomo «non è astratta, sradicata dalla realtà, fuori dalla vita quotidiana, neanche per una persona chiamata a servire il Signore e la Chiesa attraverso l'impegno negli uffici di Curia, perché il suo fine è quello missionario: portare il Vangelo fino ai confini del mondo». Monsignor De Donatis ha aggiunto che la forza di monsignor Morandi sarà «la passione per la Parola di Dio, ma anche il dono dell'umorismo, che è mai venuto meno nella sua vita».

Prima della conclusione della cerimonia, monsignor Morandi ha preso la parola per un saluto a tutti i fedeli intervenuti. «Ho vissuto queste settimana con un alternarsi di gratitudine e riconoscenza, ma anche di preoccupazione», ha ammesso. E quindi ha ricordato le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso spirituale, a partire dal papà Adolfo e dalla mamma Adriana. Un pensiero particolare, con le lacrime agli occhi, lo ha rivolto al fratello Emmanuele, scomparso due anni fa, che fu presidente dell'Istituto filosofico di studi tomistici. Ha ricordato i vescovi con cui ha svolto il suo servizio, i sacerdoti con cui ha vissuto alla Casa del Clero, tutti coloro che gli sono stati accanto e che hanno fatto parte della sua vita. E, riprendendo le parole dell'apostolo Pietro, che ha scelto anche come motto per il suo stemma, ha concluso dicendo «Signore, tu sai tutto. E tu sai che ti voglio bene».