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28 gen 2022

Giuliano Napoli muore a 16 anni mentre va a scuola. Nel 2009 perse il fratellino

Frontale contro un camion a Sassuolo in via Ancora, il casco si è disintegrato. Famiglia straziata dal dolore

28 gen 2022
gianpaolo annese
Cronaca
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Giuliano Napoli, morto a 16 anni mentre andava a scuola
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Giuliano Napoli, morto a 16 anni mentre andava a scuola

Un frontale contro un camion, una vita distrutta a soli 16 anni. Non c’è stato nulla da fare per Giuliano Napoli, morto sul colpo a due passi da casa mentre a bordo del suo motorino stava andando a scuola, all’Iis Volta dove frequentava la seconda D. L’incidente è avvenuto prima delle 8 di ieri nel quartiere Ancora di Sassuolo, nel punto in cui via Ancora si biforca e comincia via Dunant, all’altezza di via Staffette Partigiane.

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La dinamica è al vaglio della polizia locale giunta sul posto per i rilievi. Per quanto è possibile al momento ricostruire, Giuliano era diretto con la sua moto da via Ancora in direzione Modena, mentr e il camion è sopraggiunto dal senso opposto. L’impatto è avvenuto all’altezza della semicurva che divide le due vie, forse per un tentativo di svolta oppure una sbandata, i due mezzi si sono ritrovati sulla stessa corsia: fatto sta che il camion di una ditta di autotrasporti sassolese non è riuscito a frenare in tempo. Lo scontro è stato violentissimo, non ha lasciato scampo a Giuliano finito sotto il mezzo pesante: il casco che indossava il ragazzo si è frantumato, la moto è andata distrutta.

A guidare il camion era F.M., 42 anni, di Fiorano, rimasto illeso. Un particolare che è subito risaltato sulla scena dell’incidente è che il 16enne uscendo dalla sua abitazione di viale Montebello (una delle tante traverse di via Ancora) per andare a scuola all’istituto Volta, che dista 5 minuti di macchina dal punto dell’impatto, avrebbe dovuto imboccare la direzione opposta, cioè percorrere via Ancora e poi giungere in via Palestro da dove poi ci si dirige verso il polo scolastico.

La spiegazione più logica è che forse Giuliano avesse dimenticato qualcosa – pare uno zaino – e stesse tornando a casa per riprenderla prima dell’inizio delle lezioni. Ma saranno nel caso i familiari a confermare questa ipotesi. I soccorsi, chiamati dagli automobilisti e dallo stesso conducente del camion, sono giunti molto presto con l’ambulanza del 118 e un’automedica. Vani purtroppo sono stati però i tanti tentativi di rianimare il 16enne e il medico non ha potuto che constatarne il decesso.
Giuliano lascia la mamma Santa Fresta, il papà Antonino e i fratelli (un altro fratello morì nel 2009 a 8 anni), che ieri alla notizia sono accorsi sul posto ritrovandosi di fronte alla tragedia. La polizia locale con l’ausilio dei Volontari per la sicurezza ha chiuso al traffico per metà mattinata la strada nel tratto tra via Vittime dell’11 settembre e via Radici in Monte per avere la possibilità di svolgere i rilievi del caso.

Sgomento in città per quanto accaduto, a colpire è soprattutto la giovanissima età della vittima, strappata alla vita in maniera così repentina e brutale.
Per tutta la giornata di ieri nella casa dei familiari di Giuliano in viale Montebello c’è stato un flusso di persone in visita: parenti, vicini e amici che si sono stretti attorno alla madre e ai fratelli del 16enne deceduto, straziati dal dolore.
"Siamo sconcertati da quello che è accaduto – sussurrano i vicini di casa che conoscono la famiglia – non riusciamo ne anche a immaginare cosa stia passando adesso la famiglia: siamo loro vicini in questo terribile momento, Giuliano era un ragazzo splendido e solare".

Nel 2009 perse il fratellino di 8 anni

Non è purtroppo la prima tragedia che si abbatte sulla famiglia Napoli. Mamma Santa Fresta e papà Antonino hanno dovuto sopportare anche la terribile morte di un altro figlio di 8 anni, Alberto Napoli, nell’inverno del 2009. Da tre anni il bambino soffriva di piastrinopeia immune, una malattia del sangue che comporta una carenza di piastrine e da cui sarebbe scaturita una più grave anemia. Il piccolo Alberto venne ricoverato al Policlinico di Modena, dove è morto improvvisamente dopo aver lamentato per giorni dolori e nonostante le precedenti rassicurazioni dei medici. Secondo la perizia, fu stroncato da una trombosi dovuta al catetere inserito nella gamba per il ‘lavaggio’ del sangue. La famiglia ritenne che ci fossero responsabilità del personale sanitario nel decesso, fece causa – tramite l’avvocato Luca Brezigar – e la vinse, ottenendo un risarcimento. 

 

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