Guidetti, quarta Olimpiade: "Per l’oro sarà lotta dura"

Il tecnico modenese della Serbia Guidetti esordì nel 2000 ai Giochi di Sidney "Confronto tra tante squadre abituate a vincere: quarto di finale decisivo".

Guidetti, quarta Olimpiade: "Per l’oro sarà lotta dura"

Guidetti, quarta Olimpiade: "Per l’oro sarà lotta dura"

La quarta Olimpiade con quattro nazionali diverse, il sogno di una prima medaglia che è ancora lì, bene presente nella mente e nei programmi. Giovanni Guidetti, tecnico che col Vakifbank in Turchia ha vinto tutto a livello di club, esordiva ai Giochi a Sydney 2000, nello staff dell’Italia di Frigoni che si fermò ai gironi. "Io però ero un bambino a Disneyland" il suo commento sull’avventura australiana prima di tuffarsi in quella francese con la sua Serbia, che martedì ha sconfitto l’Italia a Firenze in un’amichevole terminata 3-2.

E gli altri Giochi?

"Con l’Olanda a Rio 2016 abbiamo fatto un percorso straordinario, fermandoci solo a un passo dal podio. Ho vissuto invece un grande rammarico a Tokyo, dove con la Turchia abbiamo fatto un girone straordinario seguito da una ‘malefica’ sconfitta ai quarti di finale contro la Corea del Sud. Il rammarico? Non aver raggiunto la qualificazione olimpica con la Germania, sarebbe stato il coronamento di un percorso bellissimo di otto anni". Nel 2024 a Parigi la sua nuova avventura con la Serbia?

"Sì, un nuovo progetto. Con le ragazze mi trovo benissimo: un gruppo straordinario, con ottime doti tecniche e fisiche, grande disciplina nel lavoro. Un gruppo che ha già vinto tanto, tra cui due medaglie olimpiche, un argento e un bronzo".

Manca l’oro?

"Beh, qui tutti sperano di vincere la medaglia che manca, sarà dura".

L’Italia e la Turchia possono essere le rivali più agguerrite? "Certo, ma il punto è al contrario: chi non lotta per le medaglie? Perché possiamo togliere forse Francia e Kenya, Olanda e Repubblica Domenicana hanno qualcosina in meno, anche se noi abbiamo perso due volte in Vnl dalle dominicane. Tutte le altre sono lì, fare un pronostico di queste Olimpiadi è difficile".

Anche perché le pretendenti sono tutte abituate a vincere?

"È così: l’Italia è abituata a vincere medaglie, la Serbia idem, la Turchia ha vinto tutto l’anno scorso, Stati Uniti e Brasile sono squadre che vanno praticamente sempre sul podio olimpico, la Cina ha vinto a Rio, il Giappone è una squadra coriacea. Ci sarà un giorno che decide tutto".

Ovvero?

"Il quarto di finale, è lo spartiacque di qualsiasi Olimpiade".

C’è più equilibrio grazie anche alla nuova formula di qualificazione?

"Una formula perfetta perché c’è ogni continente rappresentato, come nel più puro spirito olimpico, ma si rispettano i valori del campo".

Da ultimo la sua famiglia: papà Adriano e zio Paolo la seguiranno sempre da casa?

"Certo, avrò un secondo staff tecnico a casa mia, in via Cadiane. Che mi guarderà quasi solo con occhio critico, come sempre. Sono già qui che aspetto i whatsapp di mio padre con le foto dei suoi fogli di appunti su come murare o difendere le avversarie".

Alessandro Trebbi