di Gianpaolo Annese "Il bonus era per tutti, la mia società lo ha chiesto ed è arrivato anche per me. Quei soldi li ho utilizzati per la mia azienda". Il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, sassolese, ex commissario provinciale, è in ferie. E’ titolare assieme ad altri due soci di un bar-ristorante a Maranello. Ha appreso in mattinata che il suo nome è cominciato a circolare nella ‘lista nera’ degli eletti che hanno percepito il bonus Inps per partite Iva da 600 euro al mese. Raggiunto al telefono, Bargi offre la sua spiegazione. ...

di Gianpaolo Annese

"Il bonus era per tutti, la mia società lo ha chiesto ed è arrivato anche per me. Quei soldi li ho utilizzati per la mia azienda". Il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi, sassolese, ex commissario provinciale, è in ferie. E’ titolare assieme ad altri due soci di un bar-ristorante a Maranello. Ha appreso in mattinata che il suo nome è cominciato a circolare nella ‘lista nera’ degli eletti che hanno percepito il bonus Inps per partite Iva da 600 euro al mese. Raggiunto al telefono, Bargi offre la sua spiegazione.

Conferma dunque di aver richiesto il bonus?

"Sì, l’associazione di categoria a cui ci rivolgiamo per le consulenze ha fatto domanda per tutti e tre soci che gestiscono il locale, tra cui io. Hanno fatto semplicemente il loro mestiere rispettando le regole".

Lei però non poteva fare un passo indietro visto che comunque un consigliere regionale percepisce già un lauto compenso?

"Sinceramente l’ho anche pensato e anzi ritenevo che quel denaro non mi sarebbe mai arrivato, non ci ho dato molto peso. E invece mi è stato accreditato. Voglio far presente che la regola ufficializzata dal governo era che il bonus era a pioggia, valeva per tutte le partite iva che ne avessero fatto richiesta. Bastava dire che il sostegno non riguardava chi già percepisce compensi pubblici e i soldi non sarebbe più arrivati, si sarebbe evitato questo pasticcio. E’ ridicolo adesso, dopo aver fissato certe regole, dire a posteriori che non valgono più".

Al di là della regola però, resta l’opportunità che un consigliere regionale faccia questo tipo di richiesta.

"Nessuno all’inizio ci ha detto di non farlo, se lo avessero detto non l’avrei chiesto di sicuro, non capisco questi attacchi. Se è stato fatto un errore, rimedieremo. In quel momento pensavo al futuro del nostro locale e alle difficoltà che stava passando. Quei 1200 euro, due mesi di bonus, li ho investiti tutti nella società, non li ho usati personalmente. E voglio anche precisare una cosa".

Prego.

"Prima che arrivassero i bonus, ho devoluto 2.500 euro in beneficenza all’Ausl di Modena per la lotta contro il coronavirus e al fondo regionale anti-covid". Matteo Salvini ha detto che chi ha preso il bonus non sarà ricandidato.

"Su questo non so nulla, non ne ho parlato con nessuno".

Ritiene di doversi dimettere da consigliere regionale o sospendere dal partito?

"Essendo fuori sede non mi sono confrontato con il partito, direi che al momento la questione non si pone".

Intanto il Garante per la protezione dei dati personali chiederà all’Inps come sono nati questi controlli, perché hanno compiuto un raffronto con i politici (parlamentari e consiglieri regionali) e con quali criteri di trasparenza e di tutela della privacy sono stati trattati.