I docenti scendono in piazza

Lavoratori della scuola si mobilitano per difendere la partecipazione democratica e contrastare decisioni centralizzate. Presidio pacifico sabato 24 febbraio.

"Siamo docenti, collaboratori scolastici, tecnici, amministrativi, ma anche rappresentanti degli studenti e dei genitori. Siamo donne, uomini, ragazze e ragazzi che vivono la scuola tutti i giorni. Ciò che sta avvenendo al Barozzi mette tutti i lavoratori della scuola, di tutte le scuole, davanti a un bivio: assumersi la responsabilità di difendere la scuola democratica nella quale crescono i cittadini del domani e nella quale ognuno riveste un ruolo fondamentale, o correre il rischio che invece si trasformi in un luogo in cui i processi decisionali diventino prerogativa di pochi". La scuola nella quale crediamo "è quella della partecipazione democratica – scrivono in una lettera – dove la discussione e il confronto hanno diritto di cittadinanza e devono essere pratica quotidiana affinché la scuola non perda il suo ruolo di comunità educativa. Vogliamo dimostrare pubblicamente la nostra contrarietà a questa deriva, la nostra indignazione per questo stato di cose, la nostra incredulità per quanto accaduto che – con il dialogo e il rispetto – si sarebbe potuto e dovuto evitare per tempo. Ritroviamoci quindi tutti insieme per un presidio libero, pacifico e democratico, sabato 24 febbraio alle ore 15.30 al parco Novi Sad, nell’area antistante l’Istituto Barozzi (accesso da viale Monte Kosica).