I sessant’anni del Policlinico "Più spazio all’attività chirurgica e un nuovo polo per la ricerca"

L’anniversario è l’occasione per fare il punto sui cantieri in corso e in programma. Il direttore amministrativo Broccoli: "Il dipartimento materno infantile pronto nel 2025".

I sessant’anni del Policlinico  "Più spazio all’attività chirurgica  e un nuovo polo per la ricerca"

I sessant’anni del Policlinico "Più spazio all’attività chirurgica e un nuovo polo per la ricerca"

Era luglio, era il 1963 e il sindaco di Modena era Rubes Triva quando si completò il trasferimento di un intero ospedale dal vecchio Sant’Agostino alla nuova struttura di via del Pozzo. Malgrado l’importanza dell’evento, atteso dagli anni Trenta quando venne emanato il primo bando (la guerra dilatò poi i tempi) non ci fu alcuna inaugurazione in pompa magna: fu il vagito del primo bimbo nato al Policlinico, il 17 di quel mese, a segnare una data storica che, a 60 anni di distanza, viene ricordata con il cartellone di iniziative presentate ieri in municipio dai vertici dell’Aou, dal rettore Carlo Adolfo Porro e dal sindaco anche in veste di presidente della conferenza socio sanitaria. Un anniversario che segna un punto di arrivo ma che è soprattutto un momento di riflessione per pianificare il futuro dell’ospedale universitario che tanto peso riveste nella sanità modenese.

Così il direttore amministrativo dell’Aou, Lorenzo Broccoli, ha illustrato il Policlinico del futuro, facendo il punto sui cantieri in corso e anticipando i progetti più importanti. "Il dipartimento Materno Infantile – spiega Broccoli in merito al cantiere nei pressi del pronto soccorso di via Campi – taglierà il traguardo nel maggio 2025 scontando i ritardi dovuti ai rincari delle materie prime che hanno riguardato tanti lavori edili in questi mesi. Abbiamo inoltre bandito la gara per l’abbattimento dei corpi A e L. Al posto del corpo A, c’è un progetto ambizioso ancora agli albori per il quale stiamo cercando i fondi. L’intenzione è quella di realizzare un centro per la ricerca e la didattica, che ospiti anche luoghi assistenziali e di cura avanzati e legati alla ricerca stessa. Il progetto ci viene donato dall’ingegner Stefani, un vero benefattore". Grazie a un’altra donazione, il lascito della famiglia Burani del 2020 e a finanziamenti regionali già chiesti, si procederà nei prossimi mesi anche alla ristrutturazione del comparto operatorio: "E’ quello che noi chiamiamo blocco tecnologico bis – spiega Broccoli – La necessità è quella di ampliare l’attività chirurgica, un obiettivo che stiamo portando avanti anche per l’ospedale di Baggiovara che ha ancora una parte grezza che contiamo di destinare a sale operatorie".

Tra i cantieri in vista anche quello dei Poliambulatori: "E’ in corso l’affidamento dei lavori per lo smontaggio dell’amianto, dovrebbero concludersi entro la primavera del 2024. Intanto la struttura è già stata liberata e tutti gli ambulatori ricollocati. La palazzina sarà ricostruita, il progetto è già in Regione ed è entrato in una linea di finanziamento. Sarà una struttura polivalente a disposizione di Aou, Ausl e Università".

Importante anche l’intervento per rendere la struttura antisismica: "I lavori nei primi 5 lotti si sono già conclusi, entro il 2025 saranno affidati quelli relativi alla seconda fase per arrivare ai livelli di sicurezza sismica previsti". Infine, la nuova torre degli ascensori: sarà pronta a settembre e l’obiettivo è quello di eliminare le lunghe file davanti all’ingresso centrale.

"Il nostro Policlinico – ha commentato il sindaco – negli anni è diventato riferimento strategico dell’intero territorio provinciale, grazie all’impulso della ricerca universitaria, alla formazione e ai professionisti che a tutti i livelli hanno consentito una crescita del livello di offerta della sanità. Oggi il Policlinico svolge questo importante ruolo strategico nell’ambito dell’azienda ospedaliero universitaria che comprende anche l’ospedale civile di Baggiovara. Insieme, i due stabilimenti sono riferimenti per la salute non solo del nostro territorio".

"I primi sessant’anni del Policlinico – ha confermato l’Assessore alla Cultura, Politiche Giovanili, Città universitaria del Comune di Modena, Andrea Bortolamasi – meritavano un programma di iniziative articolato, che unisse diversi linguaggi culturali, per offrire alla nostra comunità cittadina diversi appuntamenti. Il Policlinico è un bene di tutta la comunità e tale deve continuare ad essere, abbiamo pensato e organizzato questi appuntamenti, anche per questo motivo: un luogo identitario della nostra città, di cura e assistenza, che merita di esser celebrato con lo sguardo però rivolto al futuro".

Valentina Beltrame