Rossella Setti con il fidanzato
Rossella Setti con il fidanzato

Carpi (Modena), 26 aprile 2019 - Si stringe il cerchio intorno agli aggressori che nella notte di venerdì scorso hanno pestato a sangue Rossella Setti e Mattia Polisena in via Bellentanina. Le indagini sarebbero infatti ad una svolta e grazie al lavoro congiunto di Carabinieri e Polizia di Stato, sarebbero stati già individuati i giovani del branco, poco meno di una decina, sia italiani che stranieri. Ragazzi allo sbando che non si sarebbero limitati ad accanirsi sulla coppia di fidanzati: lunedì sera infatti gli agenti del Commissariato hanno arrestato due ventenni marocchini per danneggiamento, minacce (in oratorio), lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale (hanno ferito due poliziotti).

Aggiornamento Coppia aggredita a Carpi, tre fermati

Processati per direttissima, il gip ne ha convalidato gli arresti stabilendo per uno l’obbligo di dimora con obbligo di firma alla sera e per l’altro la detenzione domiciliare, sottoposta a controllo sia della polizia che dei carabinieri. Per quest’ultimo (E.H.A.), nullafacente e pregiudicato, la posizione si è ulteriormente aggravata nella serata di mercoledì quando in piazzale Re Astolfo, i militari della Compagnia carabinieri di Carpi lo hanno arrestato poiché evaso dalla propria abitazione dove era detenuto agli arresti domiciliari. L’Arma lo ha trovato in compagnia di un 24enne di Avellino ma residente a Carpi, segnalato alla Prefettura perché in possesso di 5 grammi di hashish.

Entrambi, come pure l’altro marocchino arrestato martedì sera, sono fortemente sospettati di essere tra gli aggressori della coppia di fidanzati. Dallo sforzo congiunto delle forze dell’ordine, anche gli altri componenti del branco sarebbero stati già individuati. Nell’ambito delle indagini, è emerso un ulteriore elemento inquietante: il marocchino arrestato dai carabinieri per evasione e, con realistica probabilità, anche gli altri componenti della sua ‘compagnia’, utilizza un medicinale, il Rivotril, un antidepressivo a base di benzodiazepine, nonché antiepilettico, conosciuto anche come la ‘droga dei poveri’. 

Il farmaco infatti, se mescolato all’alcol, si trasforma in una miscela pericolosissima con effetti simili a quelli dell’eroina, con conseguente totale annientamento della coscienza. Dalle indagini delle forze dell’ordine sarebbe emerso il forte sospetto che anche la notte del pestaggio i picchiatori lo avessero assunto.

«Ci auguriamo che la notizia dell’individuazione del branco venga confermata – interviene il sindaco Alberto Bellelli – e che siano messe in campo tutte le condizioni affinchè queste persone non possano più danneggiare la comunità. Emerge peraltro un altro aspetto preoccupante, legato all’uso del farmaco. Se effettivamente ci troviamo di fronte ad un nuovo ‘mercato della disperazione’, urge coordinare una strategia unificata che veda impegnate le forze dell’ordine, l’Ausl e il Comune per controllare le modalità di accesso a questo medicinale, secondo politiche trasversali di prevenzione e con una attenta risposta anche da parte della comunità, per arginare questo terribile fenomeno».