"Eppure ci siamo illusi, un giorno, di creare un ’genere’; di dar forma a un nuovo scrittore: moderno, vero, aderente alla vita (...) Scrittore con fantasia, ma non d’invenzione; devoto alla lingua e allo stile, ma non schiavo delle tradizioni, dei modelli, dei luoghi comuni (...); che non inventa casi eleganti, ma scopre la realtà; che scrive magari in prima persona, ma pensa in terza; tutt’al contrario del romanziere che scrive in terza persona ma pensa e opina e argomenta soltanto egocentricamente". Sono parole di Paolo Monelli (Fiorano Modenese 1891 - Roma 1984), personaggio di spicco del Novecento italiano....

"Eppure ci siamo illusi, un giorno, di creare un ’genere’; di dar forma a un nuovo scrittore: moderno, vero, aderente alla vita (...) Scrittore con fantasia, ma non d’invenzione; devoto alla lingua e allo stile, ma non schiavo delle tradizioni, dei modelli, dei luoghi comuni (...); che non inventa casi eleganti, ma scopre la realtà; che scrive magari in prima persona, ma pensa in terza; tutt’al contrario del romanziere che scrive in terza persona ma pensa e opina e argomenta soltanto egocentricamente". Sono parole di Paolo Monelli (Fiorano Modenese 1891 - Roma 1984), personaggio di spicco del Novecento italiano. Scrittore apprezzatissimo, giornalista eclettico, fotografo, uno degli ultimi rappresentanti della categoria dei grandi inviati (Corriere della Sera, Resto del Carlino, La Stampa), militare negli alpini nella Grande Guerra, uomo colto, arguto, brillante e, non ultimo, raffinato enogastronomo. Con le sue recensionie i prodigiosi reportage delle sue scorribande culinarie Paolo Monelli, insieme ai più noti Mario Soldati, Luigi Veronelli e Gianni Brera, ha fatto sì che l’enogastronomia diventasse un vero e proprio genere letterario.

Oggi Massimo Roscia, scrittore e reporter di viaggio, ha condotto un lungo e accurato lavoro di ricerca documentale-storiografica e di ricostruzione nel Fondo Monelli custodito presso la Biblioteca statale Antonio Baldini di Roma,, dando vita a un libro: ’Il signor Emme’. Roscia ha ’vivisezionato’ 347 fascicoli, un patrimonio archivistico vasto ed eterogeneo che testimonia il fervore letterario e intellettuale del Dopoguerra vissuto da Paolo Monelli insieme alla sua compagna Palma Bucarelli e a Piovene, Montale, Bellonci, Gadda, Bontempelli, Savinio, de Céspedes, Soldati. Tra manoscritti, appunti stenografici, diari, fotografie, una fitta corrispondenza con i familiari e con i colleghi, i direttori di giornali, gli editori e i lettori, poesie, appunti di viaggio Roscia si è avventurato nella grande varietà dei temi di cui il ’signor Emme’ si è occupato: due guerre mondiali, la politica internazionale, la tutela ambientale, il turismo culturale, la lingua italiana, la gastronomia, l’alpinismo, per trarne un romanzo tra il vero, il verosimile il falso, sicuramente colto e divertente.

La trama. Restituire dignità, onorabilità e reputazione a una figura non trascurabile del Novecento italiano, sferzante, raffinato, sensibile ma che rischia l’oblio. Questo è l’obiettivo di Carla, ex giornalista specializzata in topografia della memoria e della disperazione. Per farlo dovrà ricomporre la vita e le opere del fantomatico signor Emme e mettere insieme un fascicolo da consegnare al giudizio dell’oscura ’Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opereproibite’.

Monelli nacque a Fiorano nel 1891, dopo la laurea in Legge a Bologna, prese parte alla Prima guerra mondiale come ufficiale degli Alpini. Approdò al giornalismo nel 1914 lavorando nella redazione de ’Il Resto del Carlino’. Prese parte alla campagna di Etiopia e alla Seconda guerra mondiale come inviato. Oltre all’attività giornalistica, vanta un’ingente produzione letteraria.