STEFANO MARCHETTI
Cronaca

Il futuro del Palazzo dei Musei : "Polo di importanza nazionale"

Gennaro Sangiuliano ha visitato tutti i monumenti modenesi. "Questa è una città di grandi tradizioni"

Il futuro del Palazzo dei Musei : "Polo di importanza nazionale"

Il futuro del Palazzo dei Musei : "Polo di importanza nazionale"

Come in un ideale Grand Tour fra le meraviglie della nostra città, Gennaro Sangiuliano, ministro alla Cultura, ha trascorso ieri un’intera mattinata alla scoperta del patrimonio storico e artistico di Modena, affascinante e identitario. "Modena è una città bellissima che esprime una storia autorevole – ha detto –. Lavoreremo insieme a progetti comuni che possano potenziarne il sistema culturale e museale".

Sangiuliano arriva già verso le 9.30 in piazza Sant’Agostino. Ad attenderlo le autorità cittadine, in primis il prefetto Alessandra Camporota e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, i parlamentari Michele Barcaiuolo e Daniela Dondi, e Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi. Accanto al ministro anche il Capo di gabinetto del dicastero, il modenese Francesco Gilioli. Prima tappa alla mostra su Ter Brugghen, ‘erede’ di Caravaggio, poi subito alla Biblioteca Estense con i suoi cimeli, la Bibbia di Borso d’Este, il "De Sphaera" e la Carta del Cantino dove già nei primi anni del ‘500 comparivano le Americhe ("Dovremmo farci un poster da distribuire alle scuole", commenta il ministro). Poi ancora su per lo scalone verso la Galleria Estense, scrigno di capolavori, Bernini, Velazquez. Gli occhi si nutrono di bellezza. Viene poi aperta una porta e si entra in un mondo nuovo, il cantiere dell’ex ospedale Estense dove la Galleria si espanderà, grazie a fondi statali e del Pnrr: 3000 metri quadrati di spazi aggiuntivi. "Vi esporremmo materiali che finalmente si potranno valorizzare, come i disegni e il medagliere", spiega la direttrice. "Ci sono tutte le condizioni perché il Palazzo dei Musei divenga un polo di primaria importanza a livello nazionale", sottolinea Sangiuliano. Modena è già "una città molto ben attrezzata dal punto di vista culturale", aggiunge, e potrà affermarsi ulteriormente. Il ministro annuncia che, accanto alla Capitale italiana della cultura e alla Capitale del libro, verrà istituita la Capitale dell’arte contemporanea, "e se Modena vorrà candidarsi, saremo felici".

Con le nuove direzioni dei musei, Modena tornerà a essere separata da Ferrara. Durante l’estate è emersa l’idea di includere sotto le ali della Galleria anche l’Aedes Muratoriana e il Palazzo Ducale, oggi sede dell’Accademia. La proposta andrà avanti? "Non mi risulta", risponde Sangiuliano che poi riparte nella sua visita. All’ex Sant’Agostino viene accolto dai responsabili della Fondazione di Modena, dell’Università e di Ago - Modena Fabbriche culturali che gli illustrano il progetto dell’immenso polo culturale e creativo. Quindi, dopo una passeggiata lungo via Sant’Eufemia con la Ghirlandina brillante di luce, l’arrivo in Duomo: monsignor Giuliano Gazzetti, vicario generale della diocesi, e l’arciprete emerito monsignor Luigi Biagini accompagnano il ministro anche nella cripta, alla tomba di San Geminiano, mentre gli organisti Stefano Pellini e Davide Zanasi suonano un sontuoso Haendel. Poi in piazza Torre l’emozionante omaggio all’editore Formiggini.

Al Palazzo Comunale incontra il sindaco Muzzarelli e l’assessore alla cultura Bortolamasi che gli parlano degli investimenti sul Palazzo dei Musei, ma anche del sistema teatrale e della prima edizione di Modena Belcanto Festival. La mattinata si conclude al Palazzo Ducale che fu la reggia degli Estensi, fra il salone d’onore, gli appartamenti ducali e il museo storico: il generale Davide Scalabrin, comandante dell’Accademia militare, fa gli onori di casa. "In questo luogo – dice il ministro – la storia del Ducato e dell’Italia preunitaria si congiunge a quella dell’Italia unita, rappresentata dalle sue Forze Armate. Qui si coglie il senso profondo di ‘patrimonio della Nazione’ di cui parla la Costituzione. Nazione che è in primo luogo un’entità morale e spirituale, perché la Patria è il padre".