Il Modena si scopre bravo a recuperare

Trasferte analoghe con Sampdoria e Venezia: primo tempo in ombra, svantaggio, poi la rimonta e il gioco ritrovato

Il Modena si scopre bravo a recuperare

Il Modena si scopre bravo a recuperare

Sta accadendo spesso in trasferta, forse per attitudine o per circostanze particolari. La nuova vita del Modena, dal buio che la sconfitta con il Brescia aveva lasciato nelle menti canarini, vede una prerogativa piuttosto fondamentale davanti ad ogni cosa: la capacità di non darsi per vinto. Ricorderete, sia con le rondinelle che ancor prima con Spezia e Cremonese, era apparsa evidente quella incapacità di lottare per difendere o riacciuffare il risultato. Tant’è che si era parlato più di una volta di una formazione alla quale mancasse quel pizzico di malizia e di personalità, ingrediente indispensabile soprattutto nel girone di ritorno in serie B, più simile ad un girone infernale dantesco che non ad un torneo di calcio logico. Merito anche della modifica tattica e del 3-5-2 che sta esaltando il Modena, la squadra di Bianco si è scoperta, finalmente, fastidiosa non solo tecnicamente ma anche caratterialmente per ogni avversario. Rimontare a Marassi, per quanto la Samp stia navigando in acque terribili, resta sempre impresa sportiva importante. Rimontare, due volte, al Penzo con questo Venezia, beh, è evento che si commenta da solo.

Entrambe le partite hanno in comune un primo tempo non spumeggiante, a tratti timido, più propenso a non esporsi alla furia dei giocatori migliori che stanno dall’altra parte del campo. Poi, una volta compreso che le potenzialità per fare bene ci sono, il Modena rialza la testa e se la gioca con imprevedibilità e coraggio. Le altre calano di intensità e i canarini ne approfittano sfruttando le armi a sua disposizione. Qualche mese fa, probabilmente, ci si specchiava troppo spesso. Si diceva di un Modena bello ma fino ad un certo punto. Como, Cittadella, Palermo, lo stesso derby con la Reggiana andando un po’ più indietro nel tempo, pur vincente ma che aveva lasciato qualche ombretta. Ora, forse, ci siamo davvero. L’impronta di Bianco è arrivata in tutti i sensi. Sia dal punto di vista tattico con mosse studiate sempre appositamente di sabato in sabato (Cauz a centrocampo in fase di possesso a Venezia, per avere un uomo in più in quella zona è intelligente quanto giusta) che dal punto di vista del temperamento che l’allenatore, da giocatore, aveva ma che si faticava a vedere in un Modena troppo "buono" a volte. Viatico opportuno all’alba di due gare ravvicinate (Spezia e Pisa) che in tema di "cazzimma" non potranno essere sbagliate. Per vincere, serve tutto. Una proposta di gioco valida e il carattere, altrimenti si resta solo belli da vedere e incompiuti.

Alessandro Troncone