"Siamo contrari al recesso di Mirandola dall’Unione non per ragioni di merito". La capogruppo 5Stelle Nicoletta Magnoni critica infatti il metodo. "Riteniamo che il recesso unilaterale dall’Unione sia un rimedio peggiore del male. Mirandola uscendo dall’Unione si condanna all’irrilevanza politica. Quale peso può avere con i suoi 24mila abitanti nella competizione per le risorse e i servizi all’interno di...

"Siamo contrari al recesso di Mirandola dall’Unione non per ragioni di merito". La capogruppo 5Stelle Nicoletta Magnoni critica infatti il metodo. "Riteniamo che il recesso unilaterale dall’Unione sia un rimedio peggiore del male. Mirandola uscendo dall’Unione si condanna all’irrilevanza politica. Quale peso può avere con i suoi 24mila abitanti nella competizione per le risorse e i servizi all’interno di una Provincia e di una Regione che non ci amano, e non ci perdoneranno mai il cambio di governo avvenuto lo scorso anno? Quale potere contrattuale potrà avere nei confronti di Carpi, Modena o della stessa Unione, che non sparirà, ma resterà lì con i suoi 60mila abitanti a farci concorrenza su tutto? Abbiamo chiesto ripetutamente di fermarci – sottolinea la capogruppo – ora che l’avvertimento è stato lanciato, per lasciare agli altri Comuni il tempo di conferire tutti i rimanenti servizi all’Unione, prendendosi loro la responsabilità nel caso non lo facciano, della disgregazione dell’Unione. La richiesta, purtroppo, non è stata presa in considerazione. Troppa la voglia di spaccare tutto dell’onorevole leghista Guglielmo Golinelli e la sudditanza degli altri consiglieri della Lega. Ora ci aspetta un periodo di incertezza, con il recesso a rischio di impugnazione da parte della Regione, con la possibilità di una accusa di danno erariale visto che si vota al buio, senza uno straccio di analisi costi-benefici e con all’orizzonte un referendum abrogativo che in caso di vittoria cancellerebbe l’uscita di Mirandola insieme alla credibilità di chi l’ha voluta". Quanto al merito, "condividiamo tutte le critiche fatte dal sindaco Greco: per anni Mirandola, che ha conferito tutti i servizi all’Unione ha ‘tirato la carretta’ utilizzando la proprie risorse e il proprio personale, mentre la maggior parte degli altri Comuni si faceva gli affari propri conferendo il meno possibile . Da parte della scorsa amministrazione, a guida PD, non è mai stato denunciato questo squilibrio e non è mai partita alcuna iniziativa per correggere l’andamento".