«E’ UN ESAME di maturità più intelligente, certe riforme erano attese da anni. E gli studenti non si devono preoccupare, rispetto a un tempo la formula è stata snellita». La nuova maturità debutta quest’anno: Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma oggi, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico,...

«E’ UN ESAME di maturità più intelligente, certe riforme erano attese da anni. E gli studenti non si devono preoccupare, rispetto a un tempo la formula è stata snellita». La nuova maturità debutta quest’anno: Le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma oggi, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti. I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

E’ ottimista il preside degli istituti Venturi e Cattaneo-Deledda, Alberto De Mizio. Entrando nel merito delle variazioni dell’esame di maturità di quest’anno, a suo avviso sono tanti i punti da sottolineare positivamente.

Professore, con tutte questa novità gli alunni si devono preoccupare?

«No, a mio avviso le riforme non rappresentano un problema e per certi versi la procedura è semplificata».

Spicca la riforma delle seconda prova scritta, all’insegna della multi-disciplinarietà.

«Sì, e questo a mio avviso è una novità molto positiva che aspettavamo da tempo».

Prendiamo l’esempio del liceo scientifico: il problema non sarà solo di matematica ma sarà presente anche la fisica.

«E’ un passo avanti. Nel mondo del lavoro le discipline sono interconnesse, un ingegnere non si trova mai di fronte a un semplice quesito di matematica, deve quasi sempre tener conto anche delle leggi della fisica e della chimica. In questo modo il candidato sarà meglio valutato».

In che senso?

«Certe qualità non emergono semplicemente riportando quanto si è studiato. L’interdisciplinarità potrà far vedere all’esaminatore, per esempio, se lo studente che ha davanti ha capacità organizzative e perché no, anche manageriali».

Non solo nozioni quindi?

«Le nozioni contano, ma devono essere accompagnate da elasticità mentale, dalla capacità di avere una visione globale. Le nozioni si dimenticano, sul lavoro spesso si devono andare a riguardare. Con internet poi si richiamano in poco tempo. L’importante è acquisire un metodo di studio e di lavoro».

Tra le novità c’è anche la relazione sull’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro.

«E’ un altro aspetto positivo del nuovo esame. Faccio parte del comitato tecnico-scientifico che ogni anno incontra le aziende che si prestano a questo progetto. E’ importantissimo avere un feed back diretto con le aziende, loro rappresentano la prima linea, il contatto diretto con il mondo dell’innovazione. In questi contesti lo studente cresce».

Quali altri feed back vi arrivano dal mondo del lavoro?

«Spesso gli imprenditori si lamentano perché agli studenti mancano diversi valori: la puntualità, l’etica, il senso della responsabilità, un minimo di educazione civica...».

Di chi è la colpa?

«Nostra e delle famiglie. Il troppo permissivismo porta a questo tipo di mancanze».