di Valentina Reggiani È l’ora x: quella in cui per accedere a bar, pizzerie, cinema, sale da ballo sarà necessario esibire il super Green pass che attesta l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid. Da oggi chi non ha il certificato verde rafforzato può insomma pranzare o cenare solo all’aperto e resta possibile consumare il caffè al bancone ma senza sedersi ai tavoli. E per i baristi si prospettano momenti difficili. Abbiamo provato a sederci in alcuni locali del centro storico e tutti – a parte uno – ci hanno subito chiesto di esibire il certificato verde. Da oggi i titolari saranno ancora più ‘indaffarati’ poichè chiamati a vigilare sul...

di Valentina Reggiani

È l’ora x: quella in cui per accedere a bar, pizzerie, cinema, sale da ballo sarà necessario esibire il super Green pass che attesta l’avvenuta vaccinazione o la guarigione dal Covid. Da oggi chi non ha il certificato verde rafforzato può insomma pranzare o cenare solo all’aperto e resta possibile consumare il caffè al bancone ma senza sedersi ai tavoli. E per i baristi si prospettano momenti difficili. Abbiamo provato a sederci in alcuni locali del centro storico e tutti – a parte uno – ci hanno subito chiesto di esibire il certificato verde. Da oggi i titolari saranno ancora più ‘indaffarati’ poichè chiamati a vigilare sul possesso o meno del super Green pass da parte dei propri clienti prima che consumino al tavolo. I baristi non nascondono preoccupazione. "Era facile intuire che ciò sarebbe avvenuto – sottolinea Stefano Benatti del Bar Italia – perché i contagi crescono. Noi nel locale lavoriamo in due e abbiamo un bar relativamente grande con 38 sedute. Sarà quindi difficoltoso, soprattutto durante le colazioni – continua Benatti – passare tutti i Green pass al setaccio, ma lo faremo perchè è giusto farlo, per proteggere noi e i clienti. Non escludiamo però la creazione di file anche se i nostri clienti sono responsabili: lo esibiscono ancor prima di sentirselo chiedere".

Stefano Santi, titolare del Caffè del Corso di corso Canalgrande ha sottolineato come "sarà indispensabile far capire ai clienti che si tratta di un provvedimento necessario. E’ una cosa che va fatta anche se, non di rado, ci sentiamo in imbarazzo soprattutto con i clienti ‘abituali’. Altri si sono arrabbiati ma, presto o tardi, si abitueranno tutti".

Antioco Cauli, del bar Molinari afferma invece come i clienti con cui ha avuto a che fare in questi mesi si siano tutti resi disponibili ad esibire subito il certificato. "Abbiamo pochissime sedute – afferma – quindi non credo avremo problemi. Inoltre le persone sono pazienti e hanno capito che il controllo è necessario. Per chi non è in possesso del super Green pass è presente comunque un ampio spazio esterno".

Daniele Farè del Caffè del Collegio è convinto che da oggi, per i baristi, non vi saranno poi molti cambiamenti. "Alcuni clienti si sono innervositi perché ci siamo trovati costretti ad allontanarli: pretendevano di sedersi esibendo permessi di cui non abbiamo capito l’origine. Credo che si tratti di un provvedimento giusto". A dirsi d’accordo è anche Luca Milanti del Caffè Livre: "Visto il momento che stiamo vivendo reputo sia giusto inasprire le misure. E’ bene anticipare le restrizioni per non arrivare a chiusure o lockdown che sarebbero deleterie per tutte le categorie. Bene la stretta dunque anche se si spera nel buon senso da parte della gente. Sicuramente con l’entrata in vigore del super Green pass la gestione, per noi baristi sarà più complessa: ancora oggi qualcuno si arrabbia alla richiesta di esibire il certificato poiché alcuni clienti faticano ad accettare le normative. La maggior parte però apprezza i controlli rigidi. Non credo che il super Green pass allungherà molto i tempi di controllo: la verifica dovrebbe essere immediata, automatica permettendoci di capire se ci si trova davvero dinanzi ad una persona vaccinata o che comunque ha passato la malattia. Staremo a vedere".