E’ COMINCIATO ieri in Sant’Agostino l’anno pastorale della Chiesa di Modena-Nonantola. Colmo in ogni dove di operatori parrocchiali e fedeli, il ‘Pantheon estense’ ha fatto da cornice all’incontro e alla presentazione della lettera pastorale dell’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, intitolata ‘Se tu conoscessi il dono di Dio – L’iniziazione cristiana nei bambini e nei ragazzi’. La mattinata è stata anche l’occasione per dare alcune indicazioni...

E’ COMINCIATO ieri in Sant’Agostino l’anno pastorale della Chiesa di Modena-Nonantola. Colmo in ogni dove di operatori parrocchiali e fedeli, il ‘Pantheon estense’ ha fatto da cornice all’incontro e alla presentazione della lettera pastorale dell’arcivescovo di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, intitolata ‘Se tu conoscessi il dono di Dio – L’iniziazione cristiana nei bambini e nei ragazzi’. La mattinata è stata anche l’occasione per dare alcune indicazioni importanti alle parrocchie della diocesi per l’anno che verrà. In particolare, don Erio ha invitato le varie comunità ad allineare i tempi dell’amministrazione dei vari sacramenti, concentrandoli nell’arco di due tre anni. Ancora oggi, infatti, ci sono parrocchie che programmano Comunione e Cresima in una forbice molto variabile, mentre il suggerimento dell’arcivescovo è di armonizzarle, facendo in modo che i ragazzi possano arrivare alla Cresima entro i dodici anni di età. Tornando alla lettera pastorale, Castellucci ha spiegato di aver attinto ad una pluralità di contributi – dalle parrocchie ai presbiteri e diaconi, dal consiglio pastorale diocesano all’ufficio catechistico –, traendo spunto dall’episodio dell’incontro di Gesù con la Samaritana, raccontato nel Vangelo di Giovanni. Alla stesura – ha precisato l’Arcivescovo – ha contribuito anche l’ufficio catechistico regionale e la Commissione episcopale nazionale per la dottrina della fede, la catechesi e l’annuncio, organismi entrambi coordinati da Castellucci. «Insieme a loro e grazie a loro – si legge nell’introduzione – ho maturato tre convinzioni, che stanno sullo sfondo di questa Lettera: il contesto della secolarizzazione, pure causa di molte fatiche e incomprensioni, va letto ormai come un ‘segno dei tempi’ che ci chiede di transitare da un’iniziazione di tipo dottrinale–deduttivo ad una di tipo esperienziale–induttivo. Il soggetto dell’iniziazione è la comunità cristiana, che ha come interlocutori privilegiati i ragazzi e le famiglie e possiede una natura ‘sinodale’ e missionaria. Gli strumenti dell’iniziazione vanno continuamente aggiornati, tenendo conto dell’integralità dell’esperienza di fede – liturgia, catechesi, diaconia – e delle nuove opportunità offerte dal mondo digitale, di sua natura interattivo e quindi aperto anche al contributo delle singole Chiese locali, con le loro ricchezze di santità, esperienze, arte e storia».

vi. ma.